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LA CONFESSIONE

La Rowling: "prima di Harry Potter
ho pensato anche al suicidio"

"Ero veramente depressa - ha raccontato quella che oggi è una delle donne più ricche del mondo - mi ha aiutato mia figlia. Vergogna? mai: ho avuto un periodo molto difficile e sono orgogliosa di esserne uscita"
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J K Rowling Roma, 23 marzo 2008 - Jk Rowling ha rivelato di aver avuto "pensieri suicidi" dopo la separazione del suo primo marito, Jorge Arantes, quando ancora non aveva dato alle stampe le avventure del maghetto Harry Potter. Come ricorda oggi il Sunday Times, la scrittrice viveva allora con la figlia Jessica in un piccolo appartamento a Edimburgo, in gravi difficoltà economiche.


"Le mie condizioni di vita erano misere e io ero veramente depressa - ha raccontato la scrittrice in un'intervista alla rivista dell'Università di Edimburgo - la cosa che probabilmente mi ha aiutato è stata mia figlia. Lei mi riportava con i piedi per terra e io pensavo che non era giusto, non poteva crescere con me in quelle condizioni".

 

Di grande aiuto fu anche il suo medico di base, che le prescrisse sedute di terapia cognitivo-comportamentale.
Rowling è oggi una delle donne più ricche del mondo, con 400 milioni di copie venute e una fortuna stimata in 545 milioni di sterline (quasi 700 milioni di euro).

 

Nell'intervista si dice felice di poter parlare dei suoi problemi psichici, sfidando lo stigma che accompagna di solito i disagi mentali. "Non mi sono mai assolutamente vergognata di essere stata depressa. Mai - ha sottolineato - di che cosa ci si deve vergognare? Ho avuto un periodo molto difficile e sono orgogliosa di esserne uscita".

 

La confessione della scrittrice è stata accolta con gioia dagli operatori che si occupano di malattie mentali. "Jk Rowling è un meraviglioso esempio ed è fantastico che abbia deciso di parlare di questo", ha dichiarato il direttore delle campagne della Fondazione per la salute mentale, Celia Richardson.

 









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