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I MITI CHE NON TRAMONTANO

I francesi rifarebbero il '68:
e accanto agli studenti

Sondaggio del Nouvel Observateur, la rivista della gauche francese, nel quarantennale del maggio '68. L'opinione è condivisa dal 60% di quanti si dicono di destra e dal 65% di quanti dicono aver votato Sarkozy
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Il '68 in Francia Parigi, 26 marzo 2008 - La contestazione globale la e messa in discussione di tutti i valori, movimento nato per iniziativa degli studenti dell'università di Parigi, è stata positiva. I suoi effetti sono stati positivi. La maggior parte dei francesi sarebbe pronta a schierarsi dalla parte degli studenti. Il cortile della Sorbona non è più occupato e nelle vie di Parigi non ci sono barricate, ma ancora oggi i francesi (o almeno la maggior parte di loro) condividono gli stessi slogan di 40 anni fa - ''è vietato vietare'' - e ritengono che la rivoluzione di quel maggio ha fatto bene alla società. I francesi lo rifarebbero il '68. E starebbero tutti, o quasi (77%), accanto agli studenti, da questa parte della barricata.

 
Lo rivela un sondaggio CSA pubblicato dal settimanale francese Le Nouvel Observateur. Il 74% di loro pensa che ''il Maggio 68 ha avuto un impatto positivo sulla societa'''. L'opinione è condivisa anche dal 60% di quanti si dicono di destra e dal 65% di quanti dicono di aver votato Nicolas Sarkozy all'Eliseo. Insomma, la Francia si continua ad interrogare su virtù e misfatti dell'eredità di una contestazione che ha lanciato e che il presidente Sarkozy si è detto pronto a ''liquidare''.


Liquidare? ''Non c'è niente da liquidare, abbiamo vinto'' sostiene Daniel Cohn-Bendit, leader del Maggio di contestazione, nel suo libro 'Dimenticate il '68. I francesi sembrano d'accordo con lui. Il 68 lo hanno digerito e assimilato. Ecco allora che il 74% dice di non essere d'accordo con Sarkozy e che i difetti della società di oggi ''non sono legati'' al Maggio. No, Cohn-Bendit e i suoi compagni non sono all'origine di tutti i mali francesi. Anzi. Il '68 ha fatto bene ai rapporti uomo-donna (80%), al diritto sindacale (73%), alla sessualità (72%), ai rapporti genitori-figli (64%), ai costumi (61%) e anche alla vita politica (56%). E se un'influenza negativa c'è stata, questa riguarda solo il posto che la religione occupa nella societa' (35%) e i rapporti insegnante-allievo (50%).

I più critici in questo senso - e senza sorpresa, ritiene il Nouvel Obs - sono gli anziani e gli elettori di destra.
I francesi guardano a quella primavera di 40 anni fa con benevolenza. Per loro è uno degli eventi storici più importanti della seconda meta' del secolo scorso (84%), persino più della fine della guerra fredda. Uno dei suoi slogan più famosi - ''è vietato vietare'' - è ancora attuale per il 40%.


Si snobbano gli slogan troppo utopistici. Solo il 14% crede ancora all'''immaginazione al potere''.
Un'istantanea del 68? I giovani in rivolta nelle strade a brandire bastoni e lanciare sassi (49%), la Sorbona occupata dai suoi studenti (29%), il faccia a faccia di Dany le Rouge con un celerino (21%).










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