Roma, 24 aprile 2008- Il 29 aprile si insedierà il nuovo Parlamento e avrà inizio la XVI legislatura. Il risultato delle elezioni fortunatamente garantisce una maggioranza netta e la possibilità per il nuovo esecutivo di governare e fare le riforme necessarie al nostro paese. Non ho più scritto articoli durante l’ultimo mese perché ho preso parte alla campagna elettorale come Capolista al Senato per Roma e Lazio con l’Unione di Centro.
Quando ho ricevuto la proposta di Pier Ferdinando Casini di guidare la lista al Senato in una regione chiave per i due grandi partiti di maggioranza, conoscevo bene la difficoltà e quasi l’impossibilità di raggiungere da soli il quorum dell’8 per cento. Questa proposta politica è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella mia vita. Dopo aver pensato a lungo, ho accettato comunque la sfida mettendomi in gioco perché credo sia importante testimoniare i valori in cui crediamo. Non ho mai fatto scelte utilitaristiche e anche questa volta non ho cercato una poltrona, ma piuttosto la possibilità di continuare ad essere me stessa e poter esprimere senza veti i miei ideali e le mie convinzioni. Tutto quello che ho costruito negli ultimi anni della mia vita è stato un susseguirsi provvidenziale di coincidenze, dal mio primo libro Con Occhi Nuovi fino all’ultimo dedicato a Lourdes, passando per le diverse collaborazioni giornalistiche e le conferenze in giro per il mondo. Attraverso il nuovo impegno, ho parlato e testimoniato durante tutta la campagna elettorale quello che avevo già trattato con i miei libri e diversi articoli: i veri valori della vita. Sono convinta che alcuni valori etici sono fondamentali alla nostra società, oserei dire irrinunciabili, come ad esempio quello della nostra identità cristiana, della famiglia, dell’educazione e della salvaguardia della vita dal concepimento fino alla morte naturale.
Devo ammettere che le parole pronunciate dal Papa in America riguardo l’importanza di portare la propria fede in politica mi hanno molto rincuorato su questa mia scelta. Ho notato con curiosità che durante il viaggio americano il papa non ha mai parlato espressamente dell’Europa che ha rifiutato di scrivere nella propria Costituzione il richiamo alle radici cristiane, ma ha più volte lodato l’America che da vero Stato moderno non si vergogna di parlare Dio. Mi sono così ancora una volta chiesta se la religione debba essere un fatto privato come pensano e vogliono i laicisti, oppure possa essere anche un fatto sociale rilevante. Paolo VI diceva che la politica è la più alta forma di carità. Anche per questo l’identità cristiana non può essere soltanto ridotta ad una discussione culturale e filosofica, il cristianesimo è molto di più: è immersione nella vita. L’identità cristiana è il susseguirsi delle biografie di quelle persone che nei secoli hanno vissuto e testimoniato la fede. Ciò non vuol dire che i cattolici debbano imporre la propria fede in parlamento, ma realizzare una politica all’altezza della propria fede, questo sì.
Dopo aver vissuto questa nuova esperienza posso affermare che la politica, malgrado i limiti del caso, non può essere vista soltanto come un qualcosa di sporco. La politica quando si occupa del bene comune diventa libera e autonoma dagli scontri di potere, perché la vera autonomia si fonda sui contenuti. Mi piacerebbe vedere nel prossimo futuro una società più civile e meno politica dove lo Stato è realmente al servizio dell'economia con un fisco a misura delle reali esigenze delle persone del nostro paese. Adesso non ci sono più scuse e non ci può essere più spazio per ulteriori delusioni.
Coraggio e buon lavoro al nuovo governo Berlusconi.
di Alessandra Borghese
I familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana (1969) e di Piazza della Loggia (1974)chiedono che venga ritirato il libro Storia della Lombardia a Fumetti: per "l'inaccettabile e incoprensibile errore storico che sembra associare i movimenti del Sessantotto ai due atti di terrorismo"