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IL CASO

Annullate le presentazioni del libro 'scomodo' di Pansa

Erano previste nel fine settimana sull'Appennino, poi il 'dietro front' . Ma, mentre si accende la polemica (e l'Anpi respinge le accuse), ora c'è chi lancia un invito al giornalista

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Giampaolo Pansa Modena, 24 luglio 2008. Come era inevitabile, è scoppiata la polemica sul ‘giallo’ dell’annullamento delle due presentazioni del libro I tre inverni della paura, romanzo storico sulla guerra civile italiana, che il giornalista Giampaolo Pansa avrebbe dovuto tenere nel prossimo fine settimana in due centri del nostro Appennino. Le due serate avrebbero dovuto svolgersi sabato e domenica prossimi, le uniche date che l’autore aveva disponibili. Dopo un ‘ping pong’ fra associazioni, Comuni, coordinatori, per trovare una sede disponibile, gli incontri sono stati cancellati. E Pansa ha adombrato il sospetto che dietro ci potesse essere lo zampino dell’Anpi.

Lapam Federimpresa, l’associazione che ha proposto a enti e associazioni le serate con Pansa e con altri autori, coordinate dall’operatore culturale Roberto Armenia, cerca di ricostruire l’accaduto. «L’incontro con Pansa — spiega Francesco Seghedoni, segretario della Confartigianato Modena di cui fa parte Lapam — era stato proposto a un gruppo di commercianti a Piandelagotti. Ci hanno detto che avrebbero preferito un personaggio più ‘televisivo’, magari qualcuno che parlasse di ambiente. Dopo lo abbiamo proposto a Guiglia, a Montefiorino e a Zocca. Guiglia ci ha risposto che il 26 e 27 luglio c’era la sagra e che se ne sarebbe potuto parlare in seguito. Montefiorino in questo fine settimana ha già un’altra manifestazione importante. Con Zocca il discorso era aperto».

Insomma, per Pansa sembrava impossibile trovare posto. Eppure ieri, fra i sindaci, c’è stato chi ha fatto sapere che accoglierebbe Pansa a braccia aperte. E’ Maurizio Paladini, primo cittadino di Montefiorino, comune amministrato dal centro destra: «Io non sono stato contattato da nessuno per avere Pansa. Noi lo abbiamo già avuto e saremmo molto lieti di ospitarlo anche a presentare questo libro. Se ha piacere di venire, ce lo faccia sapere e noi organizziamo la manifestazione subito». Anche Angelo Pasini sindaco di Guiglia (centro destra) dice di avere la porta aperta per il giornalista. Il suo collega di Zocca, Carlo Leonelli, del centro sinistra, ribadisce che non era a conoscenza della presentazione di Pansa: «Ho chiesto anche ai miei collaboratori, e nessuno sapeva di questo fatto. Penso che ci sia stato qualche malinteso fra gli organizzatori. Figurarsi se un’occasione del genere l’avremmo lasciata perdere. Se fatta in sala consiliare, avremmo chiesto di averla in contraddittorio. Voglio precisare che noi non abbiamo avuto nessuna pressione da parte dell’Anpi o di altri».

E intanto ieri l’Anpi, per voce della sua presidente Aude Pacchioni, ha immediatamente replicato a Pansa dicendo di «non essere stata a conoscenza degli incontri e di non aver certo esercitato alcuna pressione verso chicchessia. Ogni scrittore o storico in questo Paese, dove per fortuna c’è ancora la democrazia e non esiste censura, è libero di scrivere ciò che gli detta la coscienza — sottolinea —. Però non è certo corretto dubitare delle capacità e della indipendenza di giudizio degli amministratori dei comuni citati». Per la Pacchioni, «la verità è che quando si continuano a scrivere ‘gialli’ (senza offesa per i giallisti) e si pensa di avere trovato un giacimento d’oro, parlando male della Resistenza e della lotta di liberazione, ci si convince di essere un ‘vero storico’ e ogni disguido lo inacidisce».

Dal mondo politico interviene Enrico Aimi, presidente provinciale di An e consigliere regionale del Pdl, che parla di «un altro pessimo esempio di democrazia da parte di chi pretende di volerla insegnare agli altri» e punta il dito sui «falchi della provincia rossa che hanno fatto quadrato per impartire ancora una volta la loro becera lezione di chiusura nei confronti della storia».

di WALTER BELLISI

  • 23/07/2008 09:17
    Pietro De Montis
    Non scuotere "sensibilità"... non suscitare polemiche. Questo sembra essere il motivo del rifiuto di alcuni Comuni Modenesi ad ospitare la presentazione dell'ultimo libro di Pansa sulle ombre della Resistenza. Un rifiuto codardo ed opportunista, che lascia trasparire l'enorme contraddizione della Sinistra, che a parole tutela la Libertà ma nei fatti attua metodi di derivazione Stalinista che la negano alla radice. Tutto questo, non negli anni '50-DOVE SAREBBE STATO COMPRENSIBILE LO SCRUPOLO A POCHI ANNI DALLA GUERRA-ma nel 2008. Non mi stupisce. Ciò che mi lascia a bocca aperta è la miopia politica di parte dei Modenesi, che sembrano non vedere e non sentire.Modena scoppia di immigrati, intere zone sono "off limits" per il degrado e la sporcizia, la sicurezza è sempre meno garantita, le Istituzioni spesso chiudono gli occhi e il tutto è condito dal solito "va tutto bene". Come a Pansa, anche a chi denuncia queste cose non sono risparmiate censure e critiche. Riflettete Modenesi.
  • 24/07/2008 06:59
    adriana
    Allora è vero che i comunisti sono indottrinati, e quindi hanno i paraocchi. Ma di cosa hanno paura? Della verità? Probabile che nelle edicole circoli solo l'Unità e Repubblica, così sono sicuri di non uscire dal seminato. Che vergogna, siamo nel 2008, e poi si chiamano democratici.
  • 24/07/2008 18:25
    Alessandro
    Quando pansa smetterà di dire che i morti dopo la guerra furono tutti martiri, ma che gran parte se lo meritava in quanto criminale fascista, andrò ad una presentazione ad applaudirlo.
  • 24/07/2008 22:20
    Annamaria
    Da quando pansa scrive di anti-Resistenza, pare che ogni contrattempo od ogni diniego siano imputabili solo a cattiva volontà, a manovre bolsceviche, a chissà quale strapotere dell'ANPI. Chi non è a favore, subito e con entusiasmo, deve per forza essere schiavo del vetero-comunismo, certamente troppo impegnato a bollire bambini... Suvvia! Io non so da dove scriviate, ma noi emiliani non abbiamo MAI impedito di parlare a chicchessia, tanto meno ad un giornalista di grido che scrive su un giornale sovversivo come l'Espresso! Quali elementi avrebbe, poi, il nostro, per accusare l'ANPI? O forse i "disguidi" fra impresari, organizzatori ed amministratori sono inaccettabili solo in Emilia Romagna, in particolare in quel triangolo che oggi fa ricco pansa? Forse sarebbe ora di guardare le cose per quelle che sono: Pansa è uno scrittore incappato in due date già impegnate: se fossi "maliziosa", direi non avrebbe fatto altrettanto notizia se avesse tenuto le sue presentazioni...
  • 25/07/2008 09:03
    Pietro De Montis
    Gentile Sig.ra Annamaria.Scrivo da Modena, dove sono nato e dove tutt'ora risiedo. Ne conosco le dinamiche politiche,la mentalità ed il vissuto cittadino in relazione a decine di problemi irrisolti per cattiva volontà. Quanto a Pansa, legga cosa è scritto su "Wikipedia"...non certo una fonte politica:"Il suo libro successivo, "La grande bugia", è dedicato proprio alle reazioni suscitate da "Il sangue dei vinti". Durante le presentazione del libro in un hotel di Reggio Emilia il 16 ottobre 2006, il giornalista è stato violentemente contestato da alcuni giovani dei centri sociali venuti appositamente da Roma, fra i quali spiccava la presenza di un dirigente della federazione romana di Rifondazione Comunista. ..." Cosa diceva a proposito della Sinistra? Saluti
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