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L'INIZIATIVA

Il giornale dalle scuole all’università

"Quotidiano in classe" per 1.600.000 studenti. Da maggio anche negli atenei. L’iniziativa partorita nel Duemila dall’allora nascente Osservatorio Giovani Editori, conta tra i suoi soci quindici testate o gruppi editoriali della stampa quotidiana

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Ragazzi mentre leggono il giornale (Foto Germogli) Milano, 24 ottobre 2008 - Scomoda Einstein e Maritain, lavora a braccetto con il Quirinale, ha l’appoggio di una trentina di fondazioni bancarie, allestisce incontri con i big della politica, della finanza, dell’imprenditoria: l’ultimo, pochi giorni fa, è stato Richard Dick Parsons, gran timoniere del colosso Time Warner. Ma soprattutto conquista anno dopo anno sempre più terreno nelle scuole: saranno un milione 668.250, insomma - due su tre, perché il totale dà due milioni e quattro - i teenager delle superiori che parteciperanno quest’anno al Quotidiano in Classe, l’iniziativa partorita nel Duemila dall’allora nascente Osservatorio Giovani Editori, che oggi conta tra i suoi soci quindici testate o gruppi editoriali della stampa quotidiana.

 

Allora, all’inizio, i ragazzi coinvolti erano 97mila, e sembrarono già tanti, e appena quattro anni fa si è superata quota un milione. Con l’esercito degli studenti, quello degli insegnanti: sono 41.097, a testimoniare che piace, quell’ora settimanale di lettura e confronto sui quotidiani che l’Osservatorio distribuisce da Bolzano a Siracusa.

 

Cifre da record, "è il nostro piccolo guinness dei primati", esordisce orgoglioso Andrea Ceccherini, che dell’Osservatorio è il presidente, nel presentare l’iniziativa. E già che c’è, anzi, si lascia trascinare al punto da svelare anche il prossimo traguardo: superata a pieni voti la fase sperimentale, con l’edizione 2009 della convention «Crescere tra le righe» che si terrà al Borgo La Bagnaia, nella campagna senese, il 22 e 23 maggio, partirà ufficialmente il Quotidiano in Ateneo, l’evoluzione universitaria dell’iniziativa. E anche qui son cifre di tutto rilievo, se è vero che l’Osservatorio può già contare sull’adesione del 95,5% degli atenei italiani.

 

Ma non sarà solo un’ora settimanale di lettura del giornale sui banchi. Ceccherini annuncia novità. Due, principali: cinque concorsi riservati ai ragazzi, e la nascita di una nuova collana di pubblicazioni, inaugurata da quel «Quaderno della Costituzione» che il Presidente Napolitano aveva in mano il 19 dicembre 2007 al Quirinale per tagliare il nastro delle celebrazioni sui sessant’anni della Carta repubblicana. Si chiameranno «Quaderni del cittadino», avranno per tema, spiega Ceccherini, ognuno un’idea-simbolo, potrà essere l’inno nazionale o la bandiera o i 150 anni dell’Unità d’Italia.

 

E comunque saranno realizzati con il contributo fondamentale dei ragazzi. Ai quali sono riservati anche cinque concorsi, "sempre tutti legati - dice Ceccherini - all’educazione alla cittadinanza", che è lo scopo del Quotidiano in Classe, evoluzione dell’idea originaria di educazione alla semplice lettura.

 

Per I giovanissimi delle prime, il terreno più difficile per la minor dimestichezza con il quotidiano, una iniziativa legata ai valori e agli insegnamenti dello sport (capacità di accttare la sconfitta, rispetto delle regole, sacrificio). E poi "La legalità nel quotidiano", con il tutoraggio dell’ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna; una "Prova d’autore" sui libri; "L’intervista che vorrei" per "allenare i ragazzi alle domande scomode"; infine "L’ambiente", tema carissimo alle giovani generazioni.

 

È la grande scommessa dell’Osservatorio, quella che annuncia Ceccherini: "Insegnare ai ragazzi - dice - a diffidare dei media per affidarsi a sé stessi, in una società in cui, come diceva Maritain, si sa sempre di più ma si capisce sempre meno". È l’impegno a "combattere i dogmi, i totem e le certezze assolute - aggiunge - e a installare il tarlo del dubbio, un compagno di viaggio utile nella società della globalizzazione dove sono pochi i soggetti intermedi che possono rappresentare validi punti di riferimento".

 

Insomma, quel che conta, secondo l’Osservatorio, è usare la testa che, insegnava Einstein, è come un paracadute: serve solo se si apre. Un assunto, conclude Ceccherini, "più che mai vero oggi che le ideologie sembrano essere cadute: dal crollo del muro di Berlino, che simboleggia il tramonto del comunismo, allo sfaldamento del muro di Wall Street, che segna forse il venire meno di alcune certezze capitalistiche. L’unica assicurazione che ti resta, in questa società della complessità globale, è la tua testa. E la capacità di usarla bene".

di Paolo Pellegrini










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