Da lunedì 24 novembre a giovedì 27 un ciclo di lezioni aperte al pubblico dalle 18 alle 20 del celeberrimo docente. Lunedì: 'Alcune cose che non sappiamo sul Medioevo', martedì, 'I mostri e la bellezza del mondo'; mercoledì, 'La luce'; giovedì, 'La proporzione e la forma'
Bologna, 20 novembre 2008 - Umberto Eco invita a quattro passeggiate nel Medioevo. Il celeberrimo docente, da poco diventato emerito dell’Università di Bologna, terrà nell’Aula Absidale di Santa Lucia da lunedì a giovedì prossimi un ciclo di lezioni aperte al pubblico. Tutti gli incontri si terranno dalle 18 alle 20. Come si sa, il Medioevo ha costituito per Eco una sorta di “immaginario quotidiano” da quando ha cominciato a scrivere la tesi di laurea sull’estetica di Tommaso d’Aquino (discussa nel 1954 sotto la direzione di Luigi Pareyson) ed ha accumulato schede, fotocopie, quaderni di appunti sugli argomenti più disparati (oltre naturalmente alle riflessioni dei medievali sul bello).
Lo ha raccontato, del resto,nelle “Postille” a Il nome della rosa. Tutto questo vasto ed eterogeneo materiale si è sedimentato nel tempo in vari libri e articoli: dalla tesi di laurea (pubblicata poi nel 1956) al primo romanzo, da Baudolino (2000) ai più recenti volumi dedicati alla storia della bellezza (2004) e della bruttezza (2007), dalle note alle tavole del Commento all’Apocalisse del Beato di Liebana (1973) all’ultima raccolta di saggi (Dall’albero al labirinto, 2007).
Le quattro passeggiate in programma per i primi giorni della settimana prossima, rappresentano un ritorno sui luoghi di una passione mai sopita, occasionalmente frequentati in tutti questi anni e mai definitivamente abbandonati. I titoli: lunedì, Alcune cose che non sappiamo sul Medioevo: martedì, I mostri e la bellezza del mondo; mercoledì, La luce; giovedì, La proporzione e la forma.
La prima passeggiata, si può intuire dal titolo, ci porterà a rivisitare quei mille anni di storia e di cultura estremamente vari, convenzionalmente incastrati tra la fine dell’Impero Romano e la scoperta dell’America, che hanno prodotto la diversificazione linguistica dell’Europa, la democrazia comunale, la cambiale, la partita doppia, la bussola, la polvere da sparo e la stampa, oltre alle condizioni materiali della trasmissione dei testi classici (in gran parte copiati da oscuri amanuensi negli ‘anni bui’ del Medioevo), alla costruzione di quel modello di alta formazione che è l’università e all’elaborazione di teorie e pratiche culturali ancora oggi di estremo interesse (anche per la semiotica).
Le altre passeggiate, ripercorreranno alcuni dei sentieri tracciati o accennati fin dalla tesi di laurea: la fascinazione per la mostruosità e la mistica ammirazione per la bellezza del mondo, traccia del suo creatore, la rivisitazione estetica della metafisica neoplatonica della luce, la ricerca dei requisiti formali del bello.
Secondo il pro rettore alle Relazioni Internazionali Roberto Grandi un modo per mostrare l’internazionalità di un ateneo è proprio quello "di organizzare un ciclo di conferenze da parte di un docente che è considerato l’eccellenza internazionale nel suo campo. La presenza di Eco alla direzione della Scuola Superiore di Studi Umanistici è un motivo di positiva sorpresa da parte dei colleghi di tutto il mondo e di soddisfazione da parte dell’Università di Bologna".