E’ rimasta invariata la filosofia costruttiva della prima Monster del 1992, ma per il resto è tutto nuovo. Tanto da far rabbrividire dalla facilità di guida anche chi non è votato ad una Naked di puro stile italiano.
La nuova Monster 696 è stata pensata in funzione del sempre ampio interessamento delle donne alle due ruote grintose e supersportive. Tutto ok in questa direzione anche se per avere il massimo apprezzamento, a nostro avviso, il manubrio doveva essere concepito in una posizione più alta. Il motivo? Semplice. Essendo un grintosa sportiva che si fa docilmente ammaestrare anche nel traffico più caotico delle città, una guida più rilassata poteva far apprezzare maggiormente la nuova Monster. La potenza erogata dal motore è di 80 cv a 9000 rpm con una coppia di 69 Nm a 7750 rpm. Ha il cruscotto digitale.
Per il resto Ducati ha messo in strada un mezzo talmente avanzato tecnologicamente che di più era impensabile fare. Ma questo non significa che a Borgo Panigale si siano fermati. Vanno sempre avanti per sperimentare sempre più la tecnologia del reparto corse da "girare" alla riproduzione stradale:
"Di queste Monster 696 - ha ammesso l’ad Gabriele Del Torchio - ne vogliamo fare 10.000 all’anno".
La fabbrica è in grado di rispondere a un eventuale aumento di richieste?
"Attualmente produciamo 40.000 moto all’anno, ma con la recente ristrutturazione possiamo facilmente arrivare anche a 60.000 moto all’anno".
Monster 696 è figlia della tecnologia evoluta della MotoGp in grado di regalare emozioni sia al neofita che al motociclista consumato grazie a una serie di innovazioni come la sella bassa, una ciclistica facile e una meccanica di grande pregio.
Si distingue il faro a tripla parabola, la strumentazione analogica ad hoc completa di tutto, il serbatoio rastremato e ben scolpito che incorpora il nuovo air box maggiorato da 10 litri, studiato fin nelle prese d'aria per accogliere senza intralci il manubrio a fondo corsa (l'angolo di sterzo è stato ampliato a 64 gradi).
Piero Campani