Salvatore Pistola dal 1998 è presidente dell’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere.
Laureato in Scienze Politiche ha iniziato la sua attività professionale nel 1970 in Fiat. Successivamente, per venti anni ha lavorato in General Motors come direttore veicoli industriali e direttore marketing, consigliere Amministrazione G M Italia. Dal 1993 al 2000 è stato Ad e quindi presidente della Rover Italia, nonché Consigliere di Amministrazione della Bmw Italia. Dal 2000 al 2006 Presidente ed Ad di Land Rover Italia
Si parla in continuazione di un mercato dell’auto in costante calo. Come si fa a parlare di crisi quando si vendono oltre 2 milioni di veicoli nuovi?
"In linea di massima può essere vero, ma noi dobbiamo anche considerare che l’Italia ha il parco auto più vecchio in Europa. La situazione attuale ha due aspetti ben precisi: il primo riguarda il confronto con il 2007 che è stato un anno record, il secondo la flessione superiore alle previsioni perchè nessuno si aspettava un calo del genere".
Quali le cause?
"Sicuramente l’aumento dei carburanti, in particolare del gasolio, la restrizione del credito e il fatto che le famiglie hanno visto diminuire il loro potere di acquisto. Le scarse risorse economiche delle famiglie, come evidenziato anche dal recente rapporto Istat fanno il resto".
Quali sono le conseguenze provocate da questi effetti negativi?
"Molteplici a cominciare dal fatto di visto fiscale. Lo Stato fra Iva e altre tasse sta perdendo entrate consistenti. La flessione conferma la debolezza della domanda, dimostrando che il meccanismo degli incentivi, così come è oggi strutturato, non appare più del tutto adeguato al ruolo di stimolo alla domanda ed alla sostituzione della parte più vetusta del parco circolante".
Ma non si può "drogare" sempre il mercato con la politica degli incentivi ad ogni costo.
"Non possiamo vedere la questione solo dal punto di vista delle vendite. Gli incentivi devono essere, in questo periodo, intesi come sostituzione di vetture inquinanti e poco sicure. La nuova legge prevede un mercato di 7 -8 milioni di vetture Euro 0 e Euro 1 da sostituire. La platea dei possibili acquirenti si è ulteriormente impoverita per la crisi economica. E’ necessario inserire anche gli Euro 2 degli anni 97-98 per aumentare il ricambio".
Presto entreremo in un sistema saturo passando a quello che si può considerare un mercato di sostituzione e non di incrementazione dei numeri?
"Sarebbe utile per tutti arrivare a questa situazione. Siamo già molto vicini perchè il mercato di sostituzione è programmato intorno a 2 milioni di veicoli. Purtroppo, se consideriamo che in Italia abbiamo un circolante di 34 milioni di veicoli con un dato che vede 600 auto per ogni 1000 abitanti, dobbiamo registrare che un 1/3 del parco circolante è fatto da vetture datate, inquinanti e con poca sicurezza".
La fiscalità per gli automobilisti in Italia è più alta degli altri paesi europei. Cosa propone l’associazione per venire incontro agli automobilisti?
"E’ uno scandalo solo italiano. La nostra fiscalità in tema di Iva è la più alta d’Europa. Poi arrivano la Ipt e la tassa di proprietà, quella per le vetture più vecchie che va a colpire chi ha più difficoltà a cambiare auto. Il primo passo che faremo nei confronti del Governo sarà quello di far togliere la tassa di proprietà. Subito dopo ci dobbiamo occupare dei passaggi di proprietà. In tutta Europa la spesa massima per l’acquisto di un auto usata è di 100 euro. In Italia a seconda dei Kilowatt si parte da 300 per arrivare anche a mille euro. Uno scandalo".
Altra dolente nota è quella delle amministrazioni locali che hanno preso gli automobilisti come mucche da mungere?
"Altro scandalo tipico italiano. Allo stesso tempo però constatiamo che a fronte di un aumento vertiginoso delle contravvenzioni non vengono fatti investimenti per quanto riguarda la sistemazione delle infrastrutture. Le strade delle nostre città non hanno manutenzione, con i soldi delle multe che vanno, contrariamente a quanto prescrive il codice, a sistemare strade, fare parcheggi, adeguare la segnaletica, a finire nella spesa corrente delle amministrazioni locali. E nessuno fa niente".
Burocrazia. Il prossimo passo a cui mira l’associazione dei costruttori (Unrae e Anfia ndr)per aiutare gli automobilisti?
"Due gli argomenti sul piatto. L’abolizione della tassa di proprietà e grazie all’elettronica abbattere i costi dell’assicurazione. In tutti e due i casi entra il concetto dell’utilizzo della vettura. Se passiamo ad inserire, solo per esempio, 0,7 centesimi sui rifornimenti si può togliere la tassa di proprietà, mentre per le assicurazioni grazie all’elettronica e ad una scatola nera è possibile pagare il premio in base ai chilometri che vengono fatti. Se uno usa poco la vettura paga di conseguenza perchè sono più bassi i rischi di incidentalità".