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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Intervista a Claudio Domenicali, a.d. di Ducati Corse

Nato il 3 novembre 1965 a Bentivoglio, provincia di Bologna, Claudio Domenicali è amministratore delegato di Ducati Corse e direttore del prodotto di Ducati Motor Holding. Sposato con due figli, entra nell’azienda bolognese nel 1991 rivestendo la carica di project leader. Nel 1997 diventa vicedirettore tecnico Ducati, poi nel 1999 assume il ruolo di a.d. del reparto Corse. Domenicali gestisce tutte le risorse impegnate nella pianificazione strategica, sviluppo, marketing, design e qualità prodotto

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Claudio Domenicali Elettronica si, elettronica no. Anche nella MotoGp si discute dell'argomento. Passando alla produzione di serie qual è l'importanza dell’elettronica nel tema sicurezza?
"Elettronica è certamente il settore piú promettente per l'aumento della sicurezza attiva dei veicoli a due ruote. Dispositivi come il controllo di trazione, nati principalmente come ausilio per la ricerca di migliori prestazioni, rendono decisamente più sicuro l'uso della moto, in particolare quando la potenza a disposizione è esuberante"

E la Ducati su questo tema come si comporta con le moto per i clienti?
"La ricerca di veicoli più sicuri fa parte della nostra missione. A noi piace pensare di vendere "giocattoli" per adulti, e vorremmo che il rischio connesso con l'uso di un mezzo comunque veloce come una Ducati andasse riducendosi a mano a mano che la tecnologia lo permette. I nuovi progetti che abbiamo in sviluppo - usciranno sette nuovi modelli nei prossimi due anni, e stiamo già lavorando anche sulle moto 2011 e 2012 - hanno un forte accento sulle dotazioni per la sicurezza".
L'esperienza arrivata dai tanti successi nella Superbike e nella MotoGp ha trovato riscontro nella produzione di serie?
"Il tema del trasferimento tecnologico dalle corse alla serie è forse, insieme a quello appena citato della sicurezza, quello che ci sta più a cuore. Un esempio perfetto che li racchiude entrambi è il controllo di trazione che equipaggia la 1098R, la nostra sportiva bicilindrica più potente. E' la stessa logica di controllo che abbiamo sviluppato internamente per aiutare Stoner, Bayliss e compagni a controllare le loro moto in pista. Da quest'anno è disponibile anche su una moto di serie. Il prossimo anno poi estenderemo la dotazione di questa importante caratteristica anche ad altri modelli della gamma 2009".
Ancora sicurezza. Quali sono i dispositivi più importanti per la produzione di serie in tema?
"Controllo di trazione e Abs. Non trascurerei però la sicurezza passiva, che rappresenta spesso il fattore più trascurato. In questo un ruolo fondamentale lo riveste l'abbigliamento. Acquisito da tempo l'uso obbligatorio del casco credo bisogna fare un passo avanti sull'estensione dell'uso delle altre protezioni. Noi stiamo ad esempio cercando di promuovere l'uso della protezione dorsale - il cosiddetto paraschiena - e per fare questo lo forniamo a corredo di tutte le moto Ducati che i dipendenti noleggiano per un anno con la formula "BE Ducati". Ultimo tema l'attenzione alla guida: la maggior parte dei traumi avvengono in città per collisioni con veicoli che non vedono il motociclista. E' indispensabile prestare attenzione agli altri, cercando di prevedere eventuali loro errori".
Tutte queste innovazioni sono legate al successo della Ducati che recentemente ha annunciato un fatturato record e un consistente incremento di vendite?
"E' estremante difficile rispondere a questa domanda. Gli ultimi due anni sono stati molto positivi dal lato dell'aumento delle vendite, ma oltre a nuovi prodotti, con forti contenuti innovativi rispetto ai precedenti, in particolare per il design e la forte riduzione del peso, abbiamo avuto i fantastici risultati sportivi che hanno certamente contribuito".
Scendendo nel particolare quali inziativa ha messo in essere Ducati per aumentare il rapporto<IL> potenza-sicurezza?
"Per la nostra azienda la sicurezza dei clienti sta al primo posto. A bordo il pilota si sente protetto da sistemi elettronici di prima qualità. E’ necessaria, torno a ripetere, una maggiore consapevolezza del valore dell’ uso di abbigliamento protettivo a cominciare dal paraschiena".
Da un uomo di progettazione, responsabile anche della squadra corse cosa si sente di consigliare ai tanti giovani che si avvicinano ad una moto tipo Monster?
"Credo che per concludere un discorso così importante sulla sicurezza ai ragazzi che comprano un Monster raccomanderei (e se fossero figli miei li obbligherei) di guidare sempre indossando protezioni adeguate - sempre il paraschiena addosso, deve diventare una seconda pelle - e di usare i riflessi e la prontezza che contraddistinge i giovani per stare costantemente all'erta a caccia degli errori altrui. Le nostre moto sono eccezionalmente leggere e ben frenate, per cui possono permettere manovre molto rapide per schivare un eventuale automobilista distratto, ma bisogna essere sempre pronti a farlo. E per potere svolgere una correzione bisogna non portare mai al limite il mezzo, ma tenersi sempre un giusto margine di sicurezza, anche se il limite di velocità lo consente. La pista è l'unica situazione in cui si può con sicurezza portare al limite moto come le nostre".
Le Ducati di oggi sarebbero a questo livello di affinità e qualità se non ci fosse stata l'esperienza delle corse?
"Ogni periodo storico rappresenta un momento particolare per l’impresa. Ducati Corse ha rappresentato e rappresenta una formidabile fucina di idee e soprattutto di talenti, che alla fine sono il valore più importante per un'impresa".

Piero Campani










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