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QN, LEI E LUI: LE INTERVISTE

Intervista a Norbert Reithofer, Ceo di Bmw

Nato a Penzberg in Germania nel 1956, Norbert Reithofer è il Ceo di Bmw e presidente del Consiglio di amministrazione di Bmw Ag. Laureatosi all’Università di Monaco in Marketing e Management, entra in Bmw nel 1987 come responsabile piani di fattibilità aziendale. Dal 1994 al 1997 ricopre la carica di direttore tecnico di Bmw Sud Africa. Nel 2000 torna a Monaco come membro del Consiglio di amministrazione con l’incarico di responsabile per la produzione. Il primo settembre 2006 succede a Helmut Panke come Ceo di Bmw

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Norbert Reithofer, Ceo di Bmw Mercato difficile, crisi finanziaria che sembra aver colpito in modo particolare il settore auto. E Bmw?
"Queste difficoltà economiche, unite al precedente calo dei mercati, lasceranno qualche traccia non certamente lieve anche sull’industria automobilistica mondiale. Per quanto riguarda Bmw, in verità già da agosto abbiamo deciso di abbassare le nostre previsioni annuali. Dopo quanto è successo, ritengo che sia stata una decisione saggia".
Come chiuderà Bmw l’anno in corso, quello che possiamo definire il più difficile degli ultimi tempi?
"Se i primi 9 mesi di Bmw sono stati positivi, da settembre le vendite sono diminuite e la fine dell’anno rischia di essere più difficile; ma noi prevediamo di mantenere le vendite stabili per l’intero 2008 e comunque i profitti dell’azienda restano solidi".
Aspettando la ripresa, quali sono le indicazioni per cercare di limitare i danni?
"E’ necessario considerare che alla fine del 2007 non solo l’euro è salito molto, ma anche il costo delle materie prime è andato alle stelle. In settembre questa situazione si è invertita, ma l’aggravarsi della crisi finanziaria ha bloccato tutto. È necessario essere più efficaci e più innovativi, ma anche la politica deve sostenere l’industria automobilistica".
Bmw, come altre case premium europee, ha puntato sul mercato americano per allargare l’orizzonte. Come uscire da questa situazione di stallo?
"Il mercato americano è certamente importante per Bmw in termini di vendita, ma anche per il suo impianto industriale. A fronte di una caduta della domanda, abbiamo deciso di vendere una parte delle nostre vetture, la X5 e la X6 prodotte in loco, in Cina, in Russia e in India. E comunque abbiamo adattato i nostri volumi di produzione al calo dei mercati. In termini di crescita, la Cina, la Russia e l’India sono i punti di riferimento del nostro sviluppo: tra il 2002 e il 2008 le nostre vendite in Cina sono passate da 5.000 a 60.000 unità".
Quindi profitti solidi anche grazie al ridimensionamento della forza lavoro che ha portato avanti la vostra industria negli ultimi mesi?
"Bmw aveva annunciato a inizio anno un taglio di 8.100 posti di lavoro. In base a quello che sta succedendo nel mondo nelle ultime settimane, diventa più forte la convinzione di aver preso la giusta decisione. 6500 tagli sono stati già effettuati e il restante andrà a termine entro l’anno".
Castronovo, allargando le problematiche all’Italia, come sta andando per Bmw il nostro mercato. E’ possibile fare previsioni di chiusura?
"Mai come in questo contesto fare previsioni assomiglia a fare scommesse azzardate: è difficilissimo capire cosa succederà in futuro e chi si è lanciato in previsioni è stato puntualmente smentito. Non ci sono all’orizzonte elementi di economia finanziaria che per il 2009 lasciano intravedere possibilità di sviluppo positivo. E’ una crisi globale, una crisi lunga, un momento di difficoltà per tutta l’economia".
Può arrivare qualche problema dal mondo dei medi imprenditori?
"Per adesso no, ma bisogna considerare che l’Italia è fatta di piccoli-medi imprenditori che in questo momento soffrono problemi creditizi perché le banche in questo momento tendono a chiudere i rubinetti del credito piuttosto che aprirli. Il segmento premium cala del 15,5 %, più del mercato, ma i nostri marchi aumentano la quota di mercato. Un segnale positivo perchè la logica del cliente in questo momento di difficoltà prevale una logica ‘attendista’ cercando di intervenire solo per necessità. Per questo è importante, ripeto, guardare oltre il momento attuale e, soprattutto, avere nervi ben saldi. E’ necessario traghettare il 2008 e parte del 2009 in attesa di momenti migliori. Uno dei principali obiettivi della Bmw Italia è quello di mantenere alta la liquidità della rete dei nostri concessionari. Una rete che proprio in questo momento è riuscita ad aumentare proprio la stessa soddisfazione del cliente".
Con quali ripercussioni per il mercato Italia di Bmw?
"Nelle crisi ci sono fattori reali e fattori psicologici. I principali analisti individuano per il 2010 una potenziale ripresa. Su questo mi sento abbastanza d’accordo perché pur perdurando tutti gli elementi finanziari il problema psicologico dovrebbe essere superato".

Piero Campani










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