Finanziaria, la Camera approva
la riforma all’unanimità
Il disegno di legge torna ora in Senato in terza lettura. Non esiste la possibilità che il Governo ponga la questione di fiducia ha detto il relatore, Maurizio Saia
Roma, 11 novembre 2009 - La Camera ha approvato all’unanimità la riforma della legge finanziaria. I sì sono stati 467 e solo due gli astenuti. Nessun voto contrario.
Il disegno di legge torna ora in Senato in terza lettura. Prima del voto, in aula, il relatore del testo Antonio Leone ha rivolto "un appello" al presidente della Camera Gianfranco Fini affinchè si dia corso alla riforme del regolamento necessarie per dare applicazione alle nuove norme.
Fini ha assicurato la sua disponibilità: "Interesserò quanto prima la giunta per il regolemanto affinchè si proceda alle riforme per redere operativa" la normativa.
Non esiste la possibilità che il Governo ponga in Senato la questione di fiducia sulla Finanziaria. "Lo escludo nella maniera più assoluta - ha detto il relatore, Maurizio Saia conversando con i giornalisti in Senato -. Mi dispiace che sia uscita questa cosa, che non è all’ordine del giorno".
Prosegue il confronto tra maggioranza e governo. Tra poco il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, il vuo vice, Gaetano Quagliariello, il relatore Saia, il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, incontreranno il vice ministro Giuseppe Vegas per definire il contenuto dell’emendamento che comprende tutte le modifiche che l’aula dovrà approvare. Banca del Sud, sicurezza e giustizia, non ci sarà invece la proroga dello ‘scudo fiscale'. "Abbiamo fatto serie richieste - ha concluso Saia - adesso il governo ci darà delle risposte". "Vorremmo che qualcosa di serio, poco ma importante, fosse dato anche qui in Senato".
16:11 - Politica
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"Non sono Lucifero"
E scoppia la polemica
per gli applausi del Pdl
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