Ocse: Scudo fiscale sia eccezione
Sacconi: 'Sosterrà l'occupazione'
Confermato il recupero dalla recessione nel nostro Paese, ma sotto la lente i conti in rosso (il deficit arriverà al 5,5%) e la disoccupazione in aumento

Roma, 19 novembre 2009 - “In Italia la grave recessione è iniziata prima che altrove - si legge nella scheda dedicata alla penisola - ma nel terzo trimestre l’attività ha segnato un rimbalzo”. Un recupero che secondo l’Organizzaizone per la cooperazione e lo sviluppo economico poggia sul solido rimbalzo della produzione industriale, “ma la sostenibilità di questo rimbalzo resta incerta”.
Le sorti del bel Paese restano legate alla situazione internazionale, e l’ente parigino rileva come “nel breve termine l’attività potrebbe risultare più debole del previsto, se la situazione finanziaria internazionale migliorerà meno delle attese o se il commercio internazionale si rivelerà più debole.
D’altra parte - aggiunge l’Ocse - la ripresa del terzo trimestre potrebbe rivelarsi più consistente delle stime e nel 2011 la crescita potrebbe continuare a trarre giovamento da un miglioramento della situazione finanziaria che è stato sottostimato”.
Quanto alla situazione dei conti pubblici, l’Ocse prevede un deficit di bilancio che salirà al 5,5 per cento del Pil quest’anno, contro il 2,7 per cento del 2008, mentre sul 2010 è atteso al 5,4 per ceto e nel 2011 al 5,1 per cento. Livelli meno gravi sia rispetto alla media Ocse (8,2% in 2009, 8,3% in 2010 e 7,6% nel 2011) sia rispetto all’area euro, dove il deficit è atteso al 6,1 per cento quest’anno, al 6,7 per cento nel 2010 e al 6,2 per cento nel 2011. Tuttavia l’Italia parte da livelli di debito già estremamente elevati e l’Ocse prevede che tocchi il 115 per cento rispetto al Pil per la fine di quest’anno e il 120 per cento nel 2011.
Quanto all’aumento dei disoccupati, che si è rivelato meno accentuato di quanto si potesse attendere, l’ente parigino mette in rilievo diverse dinamiche che hanno mitigato l’impatto della crisi. Tra questo “l’utilizzo di schemi di lavoro parziale”, (la cassa integrazione), e a metà anno almeno il 3 per cento delle ore lavorate totali risultavano finanziate tramite questi schemi.
Alcuni soggetti potranno sfruttarli per più di un anno, ma altri, rileva l’Ocse, nel 2010 finiranno tra i disoccupati. Inoltre l’ente rileva che “la regolarizzazione di almeno 300.000 immigrati clandestini, colf presso le famiglie, faranno aumentare le forse di lavoro sul terzo trimestre”.
Nell’area euro la disoccupazione si attesterà al 9,4 per cento per la media 2009, ma poi al 10,4 per cento nel 2010 e al 10,8 per cento nel 2011. Negli Usa è attesa al 9,2 per cento sulla media di quest’anno, al 9,9 per cento nel 2010 e al 9,1 per cento nel 2011. Questi deterioramenti contribuiranno in parte a limitare la ripresa dell’inflazione, e dopo un incremento medio dei prezzi sul 2009 limitato allo 0,5 per cento nell’area Ocse, è attesa all’1,3 per cento nel 2010 e all’1,2 per cento nel 2011.
E poi c’è il problema del deterioramento delle finanze pubbliche, tra cali delle entrate dovuti alla recessione e risorse mobilitate per contrastare la crisi. “E’ giunto il momento di preparare la strategia di uscita dalle politiche antri crisi, anche se la loro messa in opera potrà avvenire in maniera progressiva”, dice Elmeskov. Per l’insieme dei 30 paesi avanzati l’Ocse stima un deficit di bilancio pari all’8,2 per cento del Pil quest’anno, all’8,3 per cento nel 2010 e al 7,6 per cento nel 2011.
SCUDO FISCALE MISURA ECCEZIONALE
L’Ocse raccomanda all’Italia di assicurarsi che i contribuenti percepiscano lo scudo fiscale come “una misura eccezionale”. Perché altrimenti, rileva l’ente parigino nella scheda dedicata alla penisola nel suo ultimo Economic Oulook, gli italiani “potrebbero pensare che sono probabili altre ammnistie fiscali”. In generale nello studio l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico riconosce comunque che in Italia si è fatto meno ricorso a misure fiscali una tantum, e anche se le entrate si sono indebolite sono state evitate misure di stimolo all’economia, in questo modo si è riusciti a contenere l’andamento del deficit di fondo.
SACCONI: RIPRESA LENTA MA CERTA
I dati dell’Ocse su Pil e disoccupazione “costituiscono una conferma di una ripresa che può essere lenta, ma che non di meno appare certa”. E’ quanto ha sottolineato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine di un convegno di Confagricoltura.
“La tendenza della crescita della disoccupazione - ha spiegato - è da tempo nel conto, come effetto ritardato del ciclo economico e come conseguenza delle ristrutturazioni che nel 2010 saranno più intense”. Il responsabile del Welfare ha aggiunto che ci sarà un 2010 diverso dal 2009 “con luci e ombre rispetto a un 2009 complessivamente buio. Si confermano - ha proseguito - le direttrici di stabilità della finanza pubblica, liquidità delle imprese e occupabilità”.
Rispetto alle perplessità dell’Ocse sull’operazione scudo fiscale, Sacconi ha ribadito che si tratta di una “misura straordinaria con effetti benefici - ha concluso - su finanza pubblica e politiche sociali, perché grazie allo scudo realizzeremo ulteriori misure di sostegno all’occupazione”.
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