Pensioni, Tremonti e il caos sui 40 anni "Non era un refuso" Manovra: ok dall'Ue
Il ministro dell'Economia: "Abbiamo adottato misure effettive ed adeguate, perfettamente in linea con gli impegni"

Bruxelles, 13 luglio 2010 - Il governo italiano ha finora rispettato gli impegni Ue sul fronte della riduzione del deficit e del risanamento. Questa la valutazione dell’Ecofin che oggi ha dato il via libera alla manovra dell’Italia, sottolineando come le misure prese dal governo siano "conformi alle raccomandazioni" formulate dalla Commissione e dal Consiglio Ue.
"E’ stato valutato come l’Italia abbia adottato misure effettive ed adeguate, perfettamente in linea con gli impegni presi", ha commentato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Che aggiunge: "Non c'è stato nessun arretramento sui numeri, nessun arretramento sulle norme. Anzi, in certi casi c'è stato un miglioramento".
Poi un clamoroso colpo di scena: l’emendamento alla manovra che avrebbe fatto "saltare" il limite dei 40 per i contributi utili per la pensione "non era un refuso". Ad annunciarlo proprio Tremonti, precisando che "un'importante riforma delle pensioni è stata fatta passare in Italia con un emendamento senza che si facesse un solo giorno di sciopero".
“L’anno scorso - ha spiegato Tremonti - abbiamo messo per emendamento il principio, la norma, che agganciava le pensioni alla speranza di vita: fu un colpo fortunato e quella norma è operativa in base a un regolamento. Pochi credono al regolamento, pensano che sia una norma di principio e di annuncio”.
Poi però “quel regolamento viene approvato dal consiglio dei ministri in parallelo alla manovra. Ma su quel regolamento c’è stato detto che c’erano dei problemi giuridici perché un pezzo di quella normativa doveva essere a livello di legge formale ordinaria. Abbiamo quindi preso tutto il regolamento - ha sottolineato il ministro dell’Economia - ed è diventato legge dello Stato, con qualche problema sui 40 anni sì o no. Io avrei preferito che fossero dentro, ma il fatto che non siano dentro non cambia” le cose.
“Hanno fatto notizia i 40 anni - ha aggiunto il ministro - e nessuno si è accorto che era la più grande riforma delle pensioni fatta quest’anno in Europa. Abbiamo cercato di mettere dentro anche quello, ma alla fine non era quello convenuto e lo abbiamo tolto: non era un refuso, era un tentativo di ulteriore rigore. Tuttavia - ha attaccato Tremonti - è passato il treno e tutti hanno detto che c’era quella roba: c’è un cretino che ha scritto che passerà alla storia come la Finanziaria del refuso”.
“Noi con un emendamento - ha evidenziato il titolare di via Venti Settembre - abbiamo fatto un consolidamento strutturale del nostro sistema e su questo non c’è stata una protesta una, neanche fuori dal Parlamento da parte del sindacato. E non creda che non se n’è accorto il sindacato, che fa molto bene il suo mestiere” La riforma, ha concluso, “è stata fatta nella pace sociale, seppur nella forma di un emendamento, e il Parlamento ha sovranamente votato”.
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