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Tremonti: "Imprese oppresse, eccessivi controlli fiscali"

Il ministro dell'Economia in commissione Finanze alla Camera. Sul dl anti-scalate: "La miglior difesa è l'attacco". Il leader della Cgil Susanna Camusso: "Non provino a ridurre i diritti dei lavoratori"

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Giulio Tremonti, 63 anni (foto Ansa, Alessandro Di Meo)
Giulio Tremonti, 63 anni (foto Ansa, Alessandro Di Meo)

Roma, 20 aprile 2011 - E’ necessario interrompere gli eccessivi controlli sulle imprese e pensare a una proposta in questa direzione. Ad affermarlo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un’audizione alla Camera. Sulle imprese ci sono "eccessivi" e "assolutamente incredibili" controlli e ispezioni "dove il costo è costituito dalla corvee, il tempo perso, l’eccesso di potere che porta occasioni di corruzione: è un tipo di oppressione fiscale che dobbiamo interrompere". Per Tremonti "deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto'".

Secondo il ministro occorre articolare una proposta, ma "deve essere equilibrata. Potremmo immaginare una qualche tipo di concentrazione, salve esigenze di controllo erariale, e ridurre il continuo controllo sulle imprese". Tremonti ha escluso i settori sensibili come quello della sicurezza sul lavoro e ha riferito che i lavori sono già stati avviati.

IL DL ANTI-SCALATE - "La migliore difesa è l'attacco, il problema economico di questo paese non è difendere ma sviluppare. Serve far crescere l'economia nella sua dimensione". Queste le parole del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso dell'audizione in commissione Finanze alla Camera sul dl anti-scalate varato dal governo per bloccare le mire dei francesi nelle aziende strategiche italiane.

"Il problema - ha spiegato - non è altro se non di crescere, noi dobbiamo far crescere l'economia nella sua dimensione, questo non vuol dire che dobbiamo ingratitudine a milioni di imprenditori che fanno la loro economia, siamo comunque la seconda fattura del mondo".

Sulla crescita dimensionale delle imprese, ha aggiunto, "gli incentivi alla fusione non hanno funzionato" e dal momento che "non abbiamo la bacchetta magica" l’idea giusta è quella delle reti, "un’idea che sta funzionando in modo incredibile".

In merito alla Cassa depositi e prestiti, Tremonti rileva che "dà alla nostra economia più di 100 miliardi", prima al settore pubblico e ora anche a quello privato. "Man mano che cresce, senza nessun rischio, si sposterà verso l'economia privata, avendo dentro soci privati come le fondazioni bancarie. Credo sia stato giusto trasformarla in società per azioni".

LA CGIL - Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla necessita di ridurre "lacci e lacciuoli" sono guardate con preoccupazione dal segretario generale Cgil, Susanna Camusso. "Non vorrei che riduzione di lacci e lacciuoli significhi riduzione dei diritti del lavoro. Non provino - ha detto a margine della manifestazione a Roma Spi Cgil - a ridurre i diritti dei lavoratori".

Camusso ha ribadito la necessità di fare una riforma fiscale che riduca la pressione sul lavoro dipendente e da pensione. Quanto alle imprese ha sottolineato che "una cosa è il reddito di impresa altro è la rendita finanziaria che invece va tassata di più". "Invece di distribuire perle di saggezza - ha concluso - Tremonti dica invece cosa intende fare".

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