Dopo sei ore di trattativa serrata, ecco l’annuncio dell'intesa. Tremonti: "Grazie a tutti, hanno agito nell'interesse del Paese". Marcegaglia e Camusso: "Non è merito suo". Cremaschi (Fiom): "Cedimento gravissimo"
Roma, 28 giugno 2011 - E’ stato siglato l’accordo tra Confindustria e sindacati sui contratti: dopo sei ore di trattativa serrata, l’annuncio è stato dato in serata al termine del tavolo tra i segretari generali di Cgil Camusso, Cisl Bonanni e Uil Angeletti e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
La Cgil, secondo quanto si apprende, domani mattina sottoporrà il testo ai segretari generali delle varie categorie, e poi convocherà una riunione straordinaria del direttivo.
MARCEGAGLIA - L’accordo raggiunto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil e Confindustria “chiude una stagione di separatezza tra di noi. Sono molto soddisfatta. La volontà è di riandare avanti tutti insieme”. Così il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha commentato l’intesa raggiunta oggi sui contratti e la esigibilità.
L’accordo "va nella direzione" delle istanze Fiat, risponde Marcegaglia a chi le chiede se l’accordo unitario interconfederale sui contratti andrà bene anche al Lingotto.
‘’Parleremo con Fiat. L’accordo va nella logica di rendere più esigibili e certi i contratti aziendali’’, ha aggiunto il numero uno dell’associazione degli industriali che ha tenuto anche a sottolineare come "l’accordo firmato oggi non sostituisce l’altro (quello del 2009, ndr). Ragiona su altri temi cioè la rappresentanza e l’efficacia erga omnes dei contratti aziendali e l’adattabilità dei contratti aziendali”
CAMUSSO - Con l’accordo unitario tra imprese e sindacati tra rappresentanza ed esigibilità dei contratti “abbiamo superato una lunga stagione di divisioni e incertezze” per quanto riguarda le regole della contrattazione. Lo ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso, nel corso di una conferenza stampa in cui le parti sociali hanno illustrato i contenuti dell’intesa. "Il senso di questo accordo è aprire una stagione nuova".
“Pensiamo - ha proseguito - di aver dato un contributo in una situazione difficile per rimettere al centro il lavoro e la contrattazione”. Camusso ha aggiunto che l’intesa sarà sottoposta al vaglio del comitato direttivo della Cgil. Per domani mattina, invece, è prevista una riunione della segreteria confederale allargata ai leader delle categorie.
BONANNI - “In un momento così delicato per l’economia questo accordo ha un grande valore”. Lo ha affermato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.
“Spero - ha aggiunto Bonanni - che in questo modo si possa contribuire a ritrovare fiducia nel paese. Siamo soddisfatti anche per aver ritrovato un cammino ordinario del sindacato”.
ANGELETTI - L’accordo firmato dai sindacati e Confindustria è motivo di soddisfazione per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha messo in evidenza la modernità dell’intesa.
“Servono regole - ha spiegato Angeletti - che si adattano ai posti di lavoro come sono, quindi molto decentrate. I posti di lavoro - ha aggiunto Angeletti - non sono frutto di decreti legge e neppure di debito pubblico”.
TREMONTI: "GRAZIE A TUTTI" - "Grazie a Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Susanna Camusso ed Emma Marcegaglia. Grazie per quello che hanno fatto oggi nell’interesse del nostro Paese’’. Così in una dichiarazione il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti commentava l’imminente accordo tra Confindustria , Cgil, Cisl e Uil sui contratti e sulla rappresentanza, prima che questo fosse annunciato in via ufficiale.
...ED E' POLEMICA - Il fatto che la notizia sia stata anticipata di una ventina di minuti da una nota con i ringraziamenti alle parti sociali del ministro Tremonti, non è passato inosservato. Quando la presidente di Confindustria ha ringraziato a sua volta il ministro Tremonti per la sua dichiarazione, la leader della Cgil Susanna Camusso sorridendo ha sottolineato che era arrivata ‘’con un certo anticipo. Forse - ha poi aggiunto - perchè il ministro cercava di attribuirsene il merito. Speriamo che ora faccia una manovra economica in difesa dei lavoratori’’.
Da queste parole ha preso spunto anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha detto: ‘’Voglio sottolineare che questo è un risultato frutto del lavoro e dell’autonomia delle parti. Quello che abbiamo fatto è un accordo tra di noi, senza contributi esterni, frutto di una discussione tra di noi fatta velocemente ma in modo approfondito’’.
Piu’ tardi, rispondendo alle domande dei giornalisti, Susanna Camusso ha ancora una volta accennato al ministro: ‘’Come Tremonti rischiamo di parlare di cose che non sono’’.
CREMASCHI (FIOM) - "E' un accordo che estende a tutti i lavoratori il modello Fiat, è un cedimento gravissimo della Cgil che contrasteremo in Cgil, nelle fabbriche e nel Paese’’. Così Giorgio Cremaschi della Fiom commenta l’accordo interconfederale raggiunto stasera.
SCHEDA - GLI OTTO PUNTI DELL'ACCORDO - Si articola su otto punti l’accordo interconfederale siglato questa sera.
Il primo stabilisce le regole della rappresentanza. “Al fine della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, si assumono come base i dati associativi riferiti alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe - si legge nel testo dell’intesa - viene certificato dall’Inps”. Per la legittimazione a negoziare, “è necessario che il dato di rappresentativita’ cosi’ realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto”.
Al punto due le parti convengono che il “contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale”, mentre al punto tre si stabilisce che “la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria o dalla legge”.
Il quarto punto recita: “I contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all’interno dell’azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette secondo le regole vigenti”.
Un altro punto dell’intesa (il quinto) stabilisce tra l’altro che “i contratti collettivi aziendali approvati dalle Rsa devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle rappresentanze sindacali aziendali a seguito di una richiesta avanzata, entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria del presente accordo o almeno dal 30% dei lavoratori dell’impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L’intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti”.
Sesto punto: “I contratti collettivi aziendali, approvati alle condizioni di cui sopra, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l’esigibilita’ degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all’interno dell’azienda e non per i singoli lavoratori”.
Al punto settimo le parti stabiliscono che “i contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettivi aziendali possono pertanto definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste - prosegue il settimo punto - ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell’azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del presente accordo interconfederale, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell’impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro. le intese modificative cosi’ definite esplicano l’efficacia generale come disciplinata dal presente accordo”.
All’ottavo e ultimo punto, le parti affermano che con l’accordo “intendono dare ulteriore sostegno allo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale per cui confermano la necessità che il Governo decida di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitivita’ nonche’ ai risultati legati all’andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale”.