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Stiamo viaggiando verso un’Italia migliore. Le pensioni sono già state riformate, qualche liberalizzazione è partita, la lotta agli evasori procede. Ma sbaglierebbe chi si mettesse a pensare che da primavera in avanti staremo tutti meglio. In realtà, siamo tutti impegnati in una traversata del deserto (siberiano) che non sarà breve e nemmeno facile. A dicembre dello scorso anno il tasso di disoccupazione era all’8,9 per cento. Finora, però, non sono state varate misure capaci di far crescere immediatamente l’occupazione: si sta disegnando un mercato del lavoro migliore, probabilmente più giusto e più efficiente, ma gli effetti sull’occupazione non saranno immediati. Anche perché, insieme a noi, un po’ tutta l’Europa si avvia a prendere misure restrittive sull’economia. E allora il cammino dell’occupazione assume davvero i contorni di una lunga marcia in salita. Molti pensano che l’anno più duro sarà il 2012 (quando la nostra economia arretrerà dell’1 o del 2 per cento), ma non è così. Nel 2012, secondo le previsioni di Oxford Economics, la disoccupazione in Italia salirà dall’8,9 per cento del dicembre scorso al 9,4 per cento. Aumenterà insomma di 0,5 punti. Previsione abbastanza ‘ottimista’ tutto sommato.
Il Centro studi della Confindustria ha appena stimato un calo della produzione industriale a gennaio e si pensa che la contrazione continuerà. Se dovesse verificarsi la previsione peggiore (quella del Fondo monetario internazionale che parla di un arretramento del 2,2 della nostra economia nel 2012), è probabile che anche il livello 9,4 per cento di disoccupati venga superato. In ogni caso, sempre secondo le previsioni di Oxford Economics, il sorpasso si avrà nel 2013, quando la disoccupazione in Italia dovrebbe arrivare al 10 per cento (punta massima in questa crisi). Poi, a partire dal 2014, è prevista una lieve ripresa (+0,7 per cento del Pil) e la disoccupazione dovrebbe scendere al 9,7 per cento. E nel 2015 si andrà (se la ripresa proseguirà) all’8,8 per cento contro l’8,4 per cento che avevamo nel 2010, due anni fa. Senza crescita, insomma, l’occupazione non aumenta. E l’Italia per almeno due anni, questo e il prossimo, deve fare a meno della crescita. A meno di un miracolo. Ma in economia i miracoli sono di fatto inesistenti.
di Giuseppe Turani