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Grecia, non c'è accordo: resta il nodo pensioni

C'è l'intesa sui tagli del 22% ai salari minimi. Ma non basta

Si prospetta un anno di recessione terribile, tagli e aumenti fiscali per 13 miliardi di euro. Sulla previdenza i partiti stoppano Papademos. Se non arriva l'ok, niente tranche di aiuti da 130 miliardi. E sarà default

Proteste in Grecia. Atene si è impegnata a contenere la spesa pubblica: previsti tagli a pensioni e salari (Olycom)
Proteste in Grecia. Atene si è impegnata a contenere la spesa pubblica: previsti tagli a pensioni e salari (Olycom)

Roma, 8 febbraio 2012 - Lacrime e sangue, ancora una volta. Atene accetta la scure per uscire dalla crisi. A una condizione: le pensioni integrative non devono essere toccate. In mattinata un nuovo incontro, probabilmente decisivo

IL QUADRO - La Grecia si impegnerà in una politica permanente di contenimento della spesa pubblica, con una riduzione del 22% del salario minimo, alla luce di una contrazione economica maggiore di quella precedentemente stimata.

E’ quanto si legge nella bozza del nuovo accordo tra Atene e l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale (Fmi), resa nota da Bloomberg. Senza l'accordo sui tagli, la Grecia non potrà accedere alla seconda tranche di finanziamenti che ammonta a 130 miliardi di euro. L'incontro fra il premier greco Lucas Papademos è servito a far convegere i partiti sul piano, ma le forze politiche elleniche ancora non sono d'accordo sui tagli alle pensioni integrative.

LA BOZZA - “Per rilanciare competitività e crescita, accelereremo l’applicazione di profonde riforme strutturali nei mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi”, si legge nella lettera di intenti indirizzata al Direttore del Fmi, Christine Lagarde, allegata a un accordo di 43 pagine che dovrà essere sottoscritto dal premier greco, dal ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e dal governatore della Banca centrale George Provopoulos.
 

TAGLI  PER 13 MILIARDI DI EURO - Due fonti vicino ai colloqui dei partiti della coalizione, hanno affermato che il governo di Atene promette tagli alla spesa e aumenti fiscali per un totale di 13 miliardi di euro dal 2012 al 2015, quasi il doppio dei 7 originariamente promessi. Tre miliardi sono per quest’anno.

La Grecia dovrà affrontare un anno di terribile recessione, ha detto una fonte di governo. Atene ora prevede che l’economica si contrarrà tra il 4 e il 5% nel 2012, ha detto la stessa fonte, cifra che si aggiunge a un'inesorabile crollo della produzione negli ultimi quattro anni che ha spinto la crescente disoccupazione.


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