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Il buco greco è di 625 milioni di euro. Oltre la metà di questa cifra verrà recuperata con tagli alla difesa. Il numero dei disoccupati ha oltrepassato a novembre per la prima volta il milione di unità. Intanto Junker annuncia un nuovo Eurogruppo per mercoledì
Atene, 9 febbraio 2012 - Sembra aver trovato una soluzione il negoziato in Grecia per convincere l’Europa e il Fmi a concedere i 130 miliardi di euro di nuovi aiuti, che consentiranno ad Atene di evitare il default.
La troika ha concesso altri 15 giorni alle autorità greche per per tovare i 300 milioni di euro che mancano all’appello per chiudere l’accordo.
E i principali partiti greci hanno raggiunto un accordo “definitivo” sulle misure di austerità da adottare in cambio degli aiuti europei necessari per evitare il rischio di fallimento del Paese: lo hanno reso noto fonti governative elleniche, senza per il momento fornire ulteriori dettagli.
In realtà il buco tra le richieste della troika e le misure concordate finora dai tre leader greci è di 625 milioni di euro. Lo rivela il portavoce del Pasok, Panos Beglitis, secondo il quale oltre la metà di questa cifra verrà recuperata con tagli alla difesa.
Il numero dei disoccupati in Grecia ha oltrepassato a novembre per la prima volta il milione di unità su una popolazione di 11 milioni. Lo ha riferito l’istituto di statistica ellenico (Elstat) precisando che il tasso di disoccupazione lo scorso novembre è stato del 20,9%, in salita rispetto al 18,2% del mese precedente.
Il tasso di disoccupazione tra i giovani under 24 a novembre ha raggiunto il 48% con quasi un giovane disponibile a lavorare su due a casa. La disoccupazione femminile è pari al 24,5%. Il numero dei disoccupati in Grecia nel mese di novembre e pari a 1.029.587 persone.
“La troika - spiega - ci ha concesso altre due settimane di tempo per trovare i restanti 300 milioni di euro”. Intanto il ministro delle Finanze, Evangelos Venizizelos vola a Bruxelles, dove oggi si riunisce l’Eurogruppo, senza portare con se’ un accordo completo. “Parto per Bruxelles - spiega Venizelos - augurandomi che l’Eurogruppo prenda una decisione positiva riguardo al piano di aiuti”.
I mercati reagiscono con calma al nuovo ostacolo sulla strada della soluzione della crisi greca, dando per scontato che si tratta solo di un intoppo transitorio. L’euro sale fino al nuovo massimo da due mesi di 1,3312 dollari, le Borse europee sono tutte leggermente positive, tranne Milano e Atene. E lo spread frena sotto quota 360 punti. Nel frattempo si riuniscono a Parigi i creditori privati della Grecia e c’è attesa per quanto dirà il presidente della Bce, Mario Draghi sui bond greci in scadenza in possesso dell’Eurotower.
JUNKER - Intanto il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker ha deciso di convocare un nuovo Eurogruppo per mercoledì prossimo per vedere i progressi della Grecia e valutare se vi saranno le condizioni per dare il via libera agli aiuti.
Le trattative con gli investitori privati sulla ristrutturazione del debito pubblico della Grecia sono “ultra difficili”, ha affermato il presidente dell’eurogruppo. Peraltro, durante un incontro con studenti ad un liceo in Lussemburgo, Juncker ha avvertito che le decisioni prese al vertice europeo del 30 gennaio scorso sono “ampiamente insufficienti”.
“Sto negoziando con il settore bancario privato e con il governo greco la partecipazione dei privati al disindebitamento della Grecia. Si tratta di negoziati ultra difficili - ha detto Juncker - e ora sto vivendo l’ultimo momento piacevole della giornata visto che devo tornare a parteciparvi”.
Una descrizione che contrasta con altre versioni dei fatti visti di recente, con più partecipanti che hanno parlato di negoziati molto vicini ad una conclusione, tra cui oggi anche l’amministratore delegato di Deutsche Bank, Josef Ackermann, salvo poi aggiungere che la questione potrebbe richiedere altri “giorni o settimane”.
Quanto ai provvedimenti concordati all’ultimo vertice europeo, “ai miei occhi sono ampiamente insufficienti e non rivelano una vera strategia. Dovremo tornare su diversi elementi del dibattito, delle discussioni e delle decisioni al consiglio europeo” di inizio marzo.