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La Commissione apre una procedura d'infrazione: gli aiuti di Stato per i produttori che non avevano pagato le rate entro il 31 dicembre 2010 non sarebbero compatibili con i trattati europei. L'Italia ha tempo un mese per fornire chiarimenti
Bruxelles, 10 febbraio 2012 - La Commissione Ue avvierà una procedura di infrazione contro l’Italia per aver concesso ai produttori in ritardo con il pagamento delle “quote latte” una proroga alle rate delle multe.
Come già preannunciato da Bruxelles, tale proroga è infatti considerata un aiuto di Stato incompatibile con i trattati europei. L’Italia ha ora un mese di tempo per fornire chiarimenti alla Commissione ed evitare la procedura. E’ quanto si legge sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di oggi.
In particolare, il richiamo riguarda la proroga di sei mesi concessa all’ultimo momento, con un decreto di fine anno, a chi non aveva pagato le rate entro la scadenza del 31 dicembre 2010
Nel 2003 era stato concesso all’Italia di aiutare i produttori di latte “sostituendosi a questi nel pagamento degli importi da essi dovuti alla Comunità” per il periodo dal 1995/1996 al 2001/2002 in quanto produttori di quote “in eccesso” rispetto a quelle programmate, in quanto “eccezionalmente compatibile con il mercato comune” ma a certe condizioni.
La decisione di fine 2010 di concedere un’ulteriore proroga al pagamento delle rate non rispetta tali condizioni e si configura come un aiuto incompatibile con il mercato interno, perché falsa la concorrenza. La Commissione aveva chiesto già l’anno scorso di avere “complementi di informazione” su questa proroga, e in ottobre aveva aperto il fascicolo. Ora, nella lettera alle autorità italiane, la Commissione “ha comunicato all’Italia la propria decisione di avviare il procedimento” di infrazione, invitando “gli interessati a presentare osservazione in merito” entro un mese.
LE REAZIONI
CONFAGRICOLTURA: "LO DICIAMO DA TEMPO" - La decisione della Commissione Ue “non è che l’autorevole conferma di quanto Confagricoltura va sostenendo in merito alla necessità di assicurare la corretta applicazione del regime delle quote latte”. E’ quanto sostiene Confagricoltura. In pratica, spiega, “la Commissione ritiene che la proroga concessa dall’Italia rappresenti un ingiustificato aiuto di stato a favore dei produttori interessati e quindi sia incompatibile con le norme europee in materia di concorrenza”.
COLDIRETTI: "NON C'ERA ALCUNA MOTIVAZIONE VALIDA PER LA PROROGA" - “Non c’era alcuna valida motivazione per una ulteriore proroga del pagamento delle multe che di fatto ha danneggiato gli allevatori che hanno creduto nello Stato e si sono messi in regola affrontando duri sacrifici economici”. E’ quanto afferma la Coldiretti.