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La decisione dell'agenzia internazionale fa seguito all’analoga azione sui rating della Repubblica italiana resi noti il 13 gennaio scorso. Monti: "Era atteso"
Roma, 10 febbraio 2012 - L’agenzia Standard&Poor’s ha declassato il rating di 34 banche italiane tra cui Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl e Banco Popolare. Il rating di Unicredit passa da A/A-1 a BBB+/A-2, mentre quello del Banco Popolare da BBB/A-2 a BBB/A-3. Il rating di Intesa Sanpaolo passa da A a BBB+ e per le emissioni a breve da A-1 ad A-2. Il declassamento delle banche operato da S&P fa seguito all’analoga azione sui rating della Repubblica italiana resi noti il 13 gennaio scorso.
La decisione dell’agenzia è dovuta ai rischi per la redditività e per la loro capacità di rifinanziare il debito sul mercato. S&P prevede una redditività "debole" delle banche italiane nei prossimi anni e ritiene "la vulnerabilità dell’Italia a rischi finanziari esterni" un fattore che può contribuire a determinare "una significativa riduzione della capacità delle banche di rifinanziare il loro debito".
COME BRASILE, SUDAFRICA E MESSICO - La solidità del sistema bancario italiano è scesa ai livelli di Brasile, Sudafrica e Messico. Lo sostiene Standard & Poor’s, che ha declassato 34 banche italiane dopo il downgrade del rating sovrano. Retrocessione quindi per gli istituti di credito nazionali dal gruppo '3' al gruppo '4' nella graduatoria che valuta i sistemi bancari in base al rischio-paese (banking industry country risk assessment, Bicra). E nel girone 4, quello dell’Italia, ci sono anche Brasile, Sudafrica, Messico e Repubblica Ceca.
MONTI: "ERA ATTESO" - "E’ in gran parte un effetto atteso di precedenti decisioni". Così il premier Mario Monti, da New York, ha commentato il declassamento.