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Secondo il sindacato siamo in “piena emergenza e dobbiamo occuparci delle criticità dettate dalla crisi: dal garantire gli strumenti di tutela al dare risposta agli oltre 70 mila esodati che si trovano in una situazione disperata: senza lavoro, senza pensione e senza futuro”
Roma, 18 febbraio 2012 - La cassa integrazione inizia il 2012 con un calo significativo, segnale di “una progressiva transizione verso la disoccupazione”. In una nota, Cgil segnala che le 54.981.196 ore registrate a gennaio segnano un discesa sul mese precedente del -9,58% mentre sullo stesso mese dell`anno scorso la flessione è stata dell’8,46%.
Numeri che nascondono 312 mila lavoratori coinvolti nei processi di cassa, con un taglio netto del reddito per circa 211 milioni di euro, pari a circa 675 euro per ogni singolo lavoratore. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell`Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di gennaio.
“Una situazione che non consente ottimismi in un paese entrato nell’incubo della recessione”, rileva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, dalla lettura dei dati. Secondo il sindacalista, infatti, “alla riduzione della cassa c’è un contestuale aumento del livello di disoccupazione e di mobilità, così come il calo di quella in deroga è il segno della conclusione o della mancata approvazione dei finanziamenti delle regioni”.
Siamo in “piena emergenza”, aggiunge, per questo “dobbiamo occuparci delle criticità dettate dalla crisi: dal garantire gli strumenti di tutela al dare risposta agli oltre 70 mila “esodati” che si trovano in una situazione disperata: senza lavoro, senza pensione e senza futuro”.