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Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco lancia l'allarme dal Forex di Parma, ma lascia spazio all'ottimismo: "Bisogna guardare avanti, operare perchè con la normalizzazione delle condizioni sui mercati finanziari e del credito sia possibile stabilizzare l’attività produttiva"
Parma, 18 febbraio 2012 - Il 2012 “sarà un anno di recessione” per l’Italia, con il Pil a -1,5%, ma bisogna lavorare per tornare alla crescita dal prossimo anno. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervento al Forex.
“Nel nostro ultimo bollettino economico - ha detto Visco - prevediamo una flessione del prodotto in media annua dell’ordine dell’1,5%. Ma bisogna guardare avanti, operare perchè con la normalizzazione delle condizioni sui mercati finanziari e del credito sia possibile stabilizzare l’attività produttiva in Italia già nella seconda metà del 2012 e tornare a un’espansione del reddito nel prossimo anno”.
“In una prospettiva di medio periodo - ha spiegato il governatore - la nostra economia deve essere rimessa in grado di crescere stabilmente a tassi sostenuti, rafforzando la competitività delle imprese. Rispetto ai livelli raggiunti nel 2007, prima della crisi - ha aggiunto Visco - il prodotto interno è ancora inferiore di circa 5 punti percentuali, il reddito disponibile reale pro capite delle famiglie di 7 punti, la produzione industriale di un quinto. Il disavanzo corrente della bilancia dei pagamenti resta elevato”.
CROLLANO I PRESTITI - Crollo record per i prestiti delle banche alle imprese, effetto della stretta creditizia per la crisi economica. È l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell’intervento al Forex. “Fino a novembre - ha detto Visco - il credito erogato dalle banche italiane al settore privato non finanziario aveva continuato ad aumentare, pur se a ritmi decrescenti. A dicembre i prestiti alle imprese si sono però contratti, di circa 20 miliardi: l’entità della diminuzione è molto elevata nel confronto storico - ha sottolineato - anche se può avere in parte risentito della volatilità dei dati di fine anno”.
“Si è certo ridimensionata - ha spiegato il governatore - la domanda di finanziamenti da parte delle imprese, per le sfavorevoli condizioni cicliche. Ma le indagini svolte presso banche e imprese segnalano anche un irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestiti”.
RAFFORZARE LE BANCHE - Anche se molto è stato fatto, il processo di raffozamento patrimoniale delle banche italiane deve proseguire e gli istituti dovranno tenere conto di questa necessità nel definire le proprie politiche dei dividendi e di remunerazione dei manager.
“Una grande banca - ha proseguito riferendosi senza citarla a UniCredit - ha già portato a termine con successo un forte aumento di capitale; da solo esso copre la quasi totalità delle sue esigenze patrimoniali e quasi la metà del deficit complessivo delle banche italiane”.
“Il processo di rafforzamento patrimoniale deve comunque continuare. Ci aspettiamo che le prossime decisioni delle banche in tema di politiche dei dividendi e remunerazione dei manager tengano conto di questa necessità”, ha affermato Visco, aggiungendo che, al riguardo, la Banca d’Italia “sta per fornire alle banche indicazioni volte a orientare le loro scelte in materia”.
Visco ha inoltre sottolineato che le esigenze di rafforzamento patrimoniale delle banche italiane che hanno partecipato all’esercizio dell’Eba “possono essere soddisfatte senza una contrazione dei finanziamenti all’economia”. Per il governatore “è importante che le banche giungano preparate all’appuntamento con Basilea 3, che comincerà ad entrare in vigore l’anno prossimo, per divenire pienamente operativo dal 2019.
L’esperienza di questi ultimi anni - ha concluso - mostra che un ulteriore, ragionevole irrobustimento della dotazione di capitale è alla portata del sistema bancario”.
Le banche devono fare bene il loro lavoro di sostegno all’economia, evitando “un’asfissia creditizia” per il Paese. È il monito lanciato ai banchieri dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui “le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito, in una gestione sana e prudente, con acuita capacità selettiva”.