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All'indomani dell’endorsement ricevuto dall’a.d. della Fiat, Sergio Marchionne, il patron della Brembo illustra il suo programma in una lettera agli associati. Poi registrazione in tv: "Governo Monti per altri cinque anni? Perché no"
Roma, 22 febbraio 2012 - Confindustria deve "cambiare in profondità", "deve essere efficiente ed autorevole". In una nuova lettera agli imprenditori del sistema confindustriale, che TMNews è in grado di anticipare, Alberto Bombassei, candidato alla presidenza, all’indomani dell’endorsement ricevuto dall’a.d.
della Fiat, Sergio Marchionne, torna a chiedere un profondo cambiamento di Viale dell’Astronomia e traccia il nuovo ruolo che l’Associazione dovrà assumere. "Confindustria - scrive Bombassei agli associati - dovrà essere più associazione e meno apparato burocratico".
Girando l’Italia per la campagna elettorale, per il patron della Brembo "da tutti, dalle grandi come dalle piccole imprese, dalle territoriali come dalle categorie, è emersa forte la richiesta di cambiare". Una necessità profonda, dunque, "di rendere più incisiva l’azione di Confindustria, di aumentare la capacità di coinvolgimento delle associazioni e delle imprese nella nostra attività quotidiana di elaborazione delle proposte e delle soluzioni dei problemi delle nostre aziende". Ecco allora che Bombassei, nella missiva datata 21 febbraio, illustra la propria proposta per la Confindustria del futuro: "Penso che Confindustria, per continuare a rappresentare in modo autorevole ed efficiente le imprese italiane, debba cambiare in profondità". L’Associazione, secondo Bombassei, "deve essere un luogo ambito per le migliori professionalità". Basta, poi, “con i piccoli centri di potere”, e "il Centro Studi deve essere autorevole punto di riferimento nel dibattito economico europeo".
CONTRATTAZIONE, IL MODELLO PROPOSTO - Contratti tagliati su misura per le imprese. Occorre assicurare "a tutte le imprese la possibilità di scegliere, tra le diverse soluzioni che dobbiamo definire a livello interconfederale, il modello di contrattazione più coerente con le proprie esigenze". Nella lettera agli associati, Bombassei illustra così la sua idea di modello di contrattazione. Bombassei, senza mai citare direttamente l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, chiede di dire addio agli schemi del passato: "Anche gli schemi del passato devono essere sostituito senza avere timore di adottare soluzioni più funzionali alle esigenze di produzione che mutano continuamente" travolgendo "quelle che consideravamo certezze e che ora risultano ostacoli allo sviluppo, alla crescita, alla buona occupazione".
L'ETICHETTA DI 'FALCO' - Ricordando il proprio impegno prima in Federmeccanica e poi come vicepresidente per le relazioni industriali, il patron della Brembo commenta l’etichetta di 'falco' che spesso gli è stata attribuita: "Queste semplificazioni giornalistiche - scrive - non aiutano il confronto e la comprensione dei problemi". Inoltre ricorda come negli ultimi tre anni siano cambiate le regole delle relazioni industriali e cita la riforma del 2009 e l’accordo di giugno scorso. Ma, adesso, il quadro va completato assicurando, appunto, alle imprese il modello di contrattazione più adeguato. "E questa ipotesi - aggiunge Bombassei - deve valere a maggior ragione per le aree del Mezzogiorno, dove la contrattazione collettiva deve diventare motivo di attrazione di nuovi investimenti e di lotta alla precarietà, al sommerso, all’illegalità". Per Bombassei, la contrattazione collettiva "è un valore se è uno strumento capace di ridare competitività alle imprese impegnate nella sfida della globalizzazione".
LA 'BACCHETTATA' ALLA MARCEGAGLIA - Bombassei poi, durante la registrazione di 'Otto e mezzo', 'bacchetta' il leader degli imprenditori Emma Marcegaglia per i "toni di ieri forse esagerati" usati contro i sindacati. Alla domanda se quello di Marcegaglia fosse stato un passo falso Bombassei ha risposto "sì". Per il numero due di Confindustria, tuttavia, nella sostanza il problema dell’articolo 18 c’è. "Andrebbe discusso", ha affermato.
IL GOVERNO MONTI - A Lilli Gruber, che gli chiedeva se avrebbe voluto il governo Monti per altri cinque anni, ha risposto: "Se va avanti in questo modo perché‚ no". Nel corso della trasmissione Bombassei a più riprese ha espresso giudizi favorevoli sul governo. "Monti ha la fortuna di non dover rendere conto a un grande elettorato. Il suo programma è assolutamente condivisibile, tutte le misure auspicate nel passato ora si stanno attuando e noi siamo al suo fianco".
L'ARTICOLO 18 - A differenza di quanto fatto con la lettera rivolta agli associati, Bombassei interviene direttamente sull'articolo 18, definendolo un "grande freno" all’assunzione dei giovani. "Questo è un elemento negativo - ha spiegato Bombassei - se non si creano posti di lavoro e investimenti non diamo risposte ai problemi dei giovani". Il numero due di Confindustria ha tuttavia affermato che "nella mia azienda non sono mai stato ostacolato" dall’articolo 18.
IL 'RIVALE' - "Ho grande rispetto per Giorgio Squinzi, che è un grande imprenditore. Spero che possiamo confrontarci in maniera civile sulle idee e i programmi di Confindustria, lasciando stare altre pressioni giornalistiche e di altro genere", dice il vicepresidente di Confindustria. Commentando le parole di Luca Cordero di Montezemolo, secondo cui nella corsa per la guida di Confindustria non si deve pensare a occupare le poltrone, Bombassei ha spiegato che si riferivano a Squinzi e Marcegaglia. "Immagino proprio di sì - ha aggiunto - io non ho promesso niente a nessuno. Mi piacerebbe che gli associati mi giudicassero sui programmi e niente altro".