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"Lavoro, il 99% degli italiani è preoccupato"

Confesercenti: "Hanno paura soprattutto i giovani"

Secondo un sondagggio di Confesercenti-Ispo sulla crisi, il futuro spaventa meno, ma il problema del lavoro è sempre più sentito

Un operaio al lavoro (Ansa)
Un operaio al lavoro (Ansa)

Roma, 02 aprile 2012 - Il futuro economico dell’Italia spaventa un po’ meno, ma sulle prospettive di lavoro l’allarme resta a livelli di guardia: il 99% della popolazione si dice preoccupato.

E’ quanto emerge dal sondaggio dell’osservatorio Confesercenti-Ispo sulla crisi che fotografa un’Italia ancora in affanno, con poche certezze e molte paure. Anche perché la crisi continua a colpire duramente: ormai un quarto delle famiglie (il 25%) rivela di essere stata direttamente coinvolto dalla crisi, vuoi per la perdita di posto di lavoro o per la messa in cassa integrazione di uno dei propri membri. Un dato in significativo aumento (+11%) rispetto a novembre 2011. 

IL FUTURO SPAVENTA MENO - Pure in una situazione di elevatissimo allarme nei confronti della crisi economica, che certamente non è alle spalle, si comincia a intravedere qualche segnale di distensione.

Secondo il sondaggio, il livello di preoccupazione per la situazione economica è elevato e coinvolge tutta la popolazione, ma rispetto a novembre 2011 calano di 8 punti percentuali coloro che si dicono molto preoccupati. E minore preoccupazione si rileva anche nei confronti delle prospettive per il futuro, dove è più che raddoppiata la quota di italiani che intravede una ripresa dell’economia nel prossimo anno: dal 19% di novembre 2011 al 42% di oggi.

MA SUL LAVORO NON CI SONO SICUREZZE - E’ invece praticamente unanime il timore degli italiani sul tema lavoro del Paese. Il 99% degli intervistati si dice preoccupato per l’andamento dell’occupazione: calano leggermente i “molto preoccupati” (che passano dal 71% di novembre al 68% di oggi) ma aumenta chi si dice “abbastanza preoccupato” (dal 26% al 31%).

Praticamente scomparsi i “sicuri”: adesso chi si definisce “poco preoccupato” è solo l’1%. Ad avere paura sono soprattutto i giovani: il maggior dato di “molto preoccupati” si registra infatti tra i 18-24enni (81%) e i 35-44enni (75%). Ha comprensibilmente paura anche chi nella propria famiglia ha vissuto la perdita del lavoro o la cassa integrazione (81%).

LA CRISI UNISCE NORD E SUD - Il sondaggio fa notare come la crisi unisca Nord e Sud: le aree piu’ colpite sono il Nord Est (28%) e Sud e Isole (28%); vanno un poco meglio Nord Ovest (23%) e Centro (22%). Prospettive nere, secondo Confesercenti, anche sulla situazione del credito nel Paese: il 68% degli intervistati, circa due italiani su tre, e’ preoccupato dalla difficolta’ di ottenere prestiti e finanziamenti. Il livello massimo di timore si registra tra i lavoratori meno qualificati (86%), i giovani tra i 18 e i 34 anni (74%) e gli imprenditori (72%). E l’86% degli italiani e’ convinto che la crisi abbia messo in ginocchio le aziende di piccole dimensioni piu’ di quelle grandi. Un dato in crescita del 5% rispetto alle rilevazioni di novembre 2011.
 


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