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Il premier: "L’obiettivo è il pareggio di bilancio e tutte le misure per raggiungerlo sono state introdotte, approvate e hanno avuto il riconoscimento della Commissione"
Roma, 11 maggio 2012 - La Commissione europea rifà la 'pagella' all'Italia, e i 'voti' non sono certo esaltanti.
CRESCITA - Riviste al ribasso le previsioni di crescita economica dell’Italia: su quest’anno ora si attende una recessione del Pil dell’1,4 per cento mentre sul 2013 prevede un più 0,4 per cento. Nelle stime precedenti, risalenti a novembre, prevedeva invece un Pil 2012 al più 0,1 per cento e un più 0,7 per cento sul prossimo anno.
I dati sono leggermente peggiori delle previsioni del governo italiano, inserite del Documento di economia e finanza del mese scorso che indicavano un meno 1,2 per cento sul pil 2012 e un più 0,5 per cento sul 2013. All’opposto le stime Ue sono leggermente migliori di quelle fornite il mese scorso dal Fondo monetario internazionale, che sull’Italia ha previsto un Pil 2012 al meno 1,9 per cento e un ulteriore meno 0,3 per cento sul 2013.
DEFICIT DI BILANCIO - Lievi limature sulle previsioni di deficit di bilancio dell’Italia: dal 3,9 per cento del 2011 il deficit-Pil calerà al 2 per cento quest’anno e all’1,1 per cento nel 2013, in questo modo il bilancio non tornerà al pareggio. Nelle previsioni di sei mesi fa indicava un deficit-pil 2012 al 2,3 per cento mentre sul 2013 era indicato un 1,2 per cento.
Nel Documento di economia e finanza presentato il mese scorso il governo italiano prevedeva un deficit-Pil all’1,7 per cento sul 2012 e allo 0,5 per cento sul 2013, mentre sempre un mese fa il Fondo monetario internazionale prevedeva per l’Italia un deficit-Pil 2012 al 2,4 per cento e all’1,5 per cento il prossimo anno.
BOOM DISOCCUPAZIONE - La disoccupazione continuerà ad aumentare in Italia, secondo le ultime previsioni della Commissione europea: dall’8,4 pr cento dello scorso anno, sulla media del 2012 è attesa in aumento al 9,5 per cento. Inoltre secondo l’esecutivo comunitario nel 2013 la disoccupazione italiana aumenterà ulteriormente al 9,7 per cento.
OLLI REHN - All’Italia non servono manovre aggiuntive sul risanamento dei conti pubblici, ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, responsabile di Affari economici e euro durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche di primavera della Commissione.
“L’Italia è sulla strada giusta per centrare i suoi obiettivi di bilancio su 2012 e 2013 - ha detto Rehn - quindi da questo punto di vista non servono altre misure sul risanamento dei conti pubblici”.
Nelle previsioni economiche presentate oggi, la Commissione europea si attende che l’Italia riesca a riportare il bilancio “strutturale” in pareggio nel 2013 grazie alle misure di risanamento supplementari già prese “per oltre mezzo punto di Pil”. Con il termine “strutturale”, ha poi ricordato lo stesso Rehn, la Commissione si riferisce al bilancio depurato dagli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum.
In valori assoluti, o “grezzi”, l’esecutivo comunitario si attende invece che il deficit dell’Italia si attesti in calo al 2 per cento del Pil nel 2012 e all’1,1 per cento nel 2013, senza ridursi quindi fino al pareggio.
MONTI - "Quando ho presentato e convertito in legge il decreto Salva Italia dicevo che non occorrerà un’altra manovra. Avevo dentro di me un certo grado di volontarismo", dice nel pomeriggio il premier Mario Monti in conferenza stampa. "Mi fa piacere leggere che la Commissione europea dice che non c’è bisogno di una nuova manovra. L’obiettivo è il pareggio di bilancio che è previsto e tutte le misure per raggiungerlo sono state introdotte, approvate e hanno avuto il riconoscimento della Commissione", ha detto il premier. "Le stime non includono i proventi dalla lotta all’evasione e da quei proventi ulteriori ci aspettiamo contributi al processo di consolidamento fiscale", ha detto Monti. "Siamo molto confortati. Le parellele notizie, anche se ognuno deve guardare in casa propria, non danno un tranquillizzante giudizio per altri Paesi come quello che riguarda l’Italia per il 2013", ha concluso Monti.