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Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre: "Cronica mancanza di liquidità e la prolungata crisi. Esplosa l'insolvibilità e lentezza della P.A.. Monti applichi la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti"
Roma, 30 giugno 2012 - Sono sempre più in affanno le imprese italiane e a testimoniarlo sono le sofferenze in capo alle aziende che hanno ormai superato gli 82 miliardi di euro.
L’allarme è della Cgia di Mestre secondo cui rispetto all’inizio dell’estate 2011, periodo in cui la speculazione finanziaria ha cominciato ad “aggredire” il nostro Paese, le insolvenze sono aumentate dell’11,9% (in termini assoluti pari a 8,7 miliardi di euro). Una situazione cui le banche hanno reagito riducendo progressivamente gli impieghi: l’erogazione dei prestiti ha continuato a scendere (-1,7% rispetto a giugno 2011), anche se ad aprile c’è stata una leggera inversione di tendenza che lascia presagire qualche piccolo segnale di ripresa.
“La crescita delle sofferenze bancarie - dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - è la manifestazione più evidente dello stato di crisi delle nostre imprese. La cronica mancanza di liquidità e la prolungata fase di crisi economica che stiamo vivendo sono tra le cause che hanno fatto esplodere l’insolvibilità. Inoltre - prosegue Bortolussi - in questi ultimi 4 anni di difficoltà economica si sono ulteriormente allungati i tempi di pagamento nei rapporti commerciali tra le imprese e tra le imprese e la pubblica amministrazione. Per questo ci appelliamo al Premier Monti affinché intervenga in tempi rapidissimi e recepisca la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti.
Dobbiamo mettere fine a questo malcostume tutto italiano che sta gettando sul lastrico tantissimi piccoli imprenditori che si trovano a corto di liquidità anche perché non riescono a recuperare i propri crediti”.
L’analisi della Cgia rileva anche un boom delle segnalazioni di operazioni di riciclaggio sospette eseguite da intermediari finanziari: +243,6% dall’inizio della crisi alla fine del 2011. In particolare, tra il 2008 e il 2011, le segnalazioni sono passate da 14.069 a 48.344 (+243,6%). Grave la situazione registrata l’anno scorso nelle più importanti province italiane: a Roma si sono contate 5.677 segnalazioni, a Milano 5.083, a Napoli 4.266, a Torino 2.219 e a Bologna 1.006.
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