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Fmi: "Italia a rischio contagio,
per la crescita tagliare
la spesa e ridurre le tasse"

"Leggera ripresa dal 2013"

Il Fondo Monetario Internazionale: "Il sostegno pubblico a Monti c'è ed è importante che resti". Riforme ok, "ma bisogna proseguire". Allarme disoccupazione: "salirà ancora"

Fondo Monetario Internazionale, Fmi (Ansa)
Fondo Monetario Internazionale, Fmi (Ansa)
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Roma, 10 luglio 2012 - Anche se il governo ha messo in atto “un’ambiziosa agenda per assicurare la stabilità e promuovere la crescita” l’Italia “resta vulnerabile al contagio della crisi dell’area euro con conseguenze di trasmissione sulla regione e a livello globale”.

E’ il giudizio del Fondo Monetario Internazionale che nel rapporto integrale sull’ultima ispezione annuale - appena pubblicato - sottolinea come proprio la stabilità e il rilancio della crescita economica “richiederanno non solo il mantenimento dello slancio per le riforme in Italia, ma anche un progresso a livello europeo per rafforzare l’Unione monetaria”.

Fra i fattori chiave di vulnerabilità per l'Italia c'è sicuramente l'elevato livello di debito, ma l’andamento delle ultime aste di titoli di Stato sembra rassicurare sulla sostenibilità dei conti pubblici di Roma.

"TAGLIARE SPESE E RIDURRE TASSE" - Secondo il Fmi, “spostare la composizione dell’aggiustamento” dei conti pubblici in Italia “verso un taglio delle spese e una riduzione delle tasse distribuirebbe meglio il peso dell’aggiustamento stesso e fornirebbe sostegno alla crescita

"RIPRESA DAL 2013"  - Nel rapporto - le cui cifre principali erano state anticipate a metà maggio a Roma in occasione della fine della missione degli economisti di Washington - si conferma che l’Italia nel 2012 si troverà in recessione a causa di forti “venti contrari” legati al risananento finanziario, alle condizioni finanziarie restrittive, e al rallentamento globale. L’attività economica del Paese dovrebbe riprendersi nel 2013 grazie a una “modesta ripresa delle esportazioni e degli investimenti”.

Ma la leggera ripresa, a causa degli effetti del risanamento dei conti pubblici e delle restrizioni del credito, sarà più lenta, di quasi il 50% rispetto a quella dell’eurozona.

In particolare, secondo il rapporto Fmi, resterà debole l’andamento dell’occupazione, con il tasso di disoccupazione che nel 2013 dovrebbe salire all’11,1% della forza lavoro. Promossa, in ogni caso, la riforma del lavoro.

Nessun segno di ripresa nemmeno nel mercato immobiliare.

"RIFORME OK" - L’Italia ha “messo in atto una serie di aggiustamenti fiscali e un pacchetto di riforme per migliorare i propri conti” ed è importante sottolineare che l’Italia “avrà l’avanzo primario più alto tra i Paesi dell’Eurozona”. E' importante che "le riforme proseguano".

"IMPORTANTE SOSTEGNO PUBBLICO A MONTI" - Se l’approvazione nei confronti del governo tecnico guidato da  Mario Monti  dovesse calare le riforme potrebbero subire una battuta d’arresto, ma “il sostegno pubblico c’è ed è importante che resti”, è stato detto, sottolineando che “il processo di riforma non si può concludere in una settimana o in un mese, ci vuole tempo”.

Nella prima fase del Governo Monti, sono stati fatti passi “molto ampi e coraggiosi”. Uno di questi passi nella giusta direzione, secondo l'Fmi, è la spending review .

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