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Il rating di Fantozzi

di Alberto Mazzuca
 

FANTOZZIANO. Proprio nel momento in cui Mario Monti vola negli Stati Uniti per incontrarsi con il ‘gotha’ mondiale dalla finanza, da Bill Gates a Warren Buffett, e invitarlo a investire in Italia perché è un Paese solido, una delle tre agenzie di rating americane, Moody’s, dice tutto il contrario declassando i titoli italiani ad appena due gradini sopra il livello spazzatura. Motivo: è probabile che l’Italia subisca un altro aumento dei costi di finanziamento e un peggioramento economico, grazie anche alla ‘incertezza politica’ sul dopo elezioni 2013.
È una decisione giustificata quella dell’agenzia di rating che ci pone al livello di Bulgaria e Kazakistan? Sono giustificati gli attuali spread? Molti (in Italia e in Europa) rispondono di no. Possibile. Ma la verità è che, nell’eurozona, noi facciamo parte di un gruppo di Stati (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna, Italia) che ha ritardato fino all’ultimo le riforme che avrebbero dovute essere fatte prima di entrare nell’euro. Riforme che ora stiamo facendo con grande fatica ma che non ci hanno ancora fatto entrare in quella fetta d’Europa che ha da tempo i conti in ordine. Il cammino è ancora lungo.

UN ASSALTO estivo della speculazione è sempre possibile. La crisi fa male, i malumori crescono ma non ci sono alternative alla severa ricetta Monti, più o meno in linea con quelle in corso in vari Paesi dell’Europa mediterranea e che ci sono state chieste dai partner internazionali, gli stessi che a novembre hanno dato a Cannes gli otto giorni a Berlusconi.
Al di là dei downgrade di turno, la vera partita in gioco è un’altra: se i tedeschi tengono di più alla loro sovranità o al surplus che l’euro garantisce proprio alla Germania. Il presidente tedesco, Gauck, ha chiesto a Frau Merkel di spiegare perché la Germania ha bisogno dell’euro. La risposta viene dal mercato: la Germania piazza debiti con rendimenti negativi, ha ottenuto per il proprio sistema industriale una pesante svalutazione dell’euro e sta mettendo in ginocchio le imprese concorrenti. La forbice tra Btp e Bund supera i 460 punti, quasi il doppio di quella con i titoli francesi. È una differenza che, in tempo di recessione, rende impossibile alle aziende italiane di competere. Il mercato interno sarà fermo per lungo tempo, per cui l’esportazione è la nostra frontiera di sopravvivenza. È qui su cui il governo deve lavorare.

 

di Alberto Mazzuca 

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