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Passera, avviso a Fiat:
"Chiarezza in tempi brevi"
E sull'Ilva: "Impegno
di tutti a non chiudere"

Il ministro a tutto tondo in tv

Il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera affronta vari 'nodi' della situazione economica: dalla Fiat all'Ilva per finire con lo spread, con le prospettive del suo futuro personale e con la polemica tedesca anti-Monti

Corrado Passera (Ansa)
Corrado Passera (Ansa)

Roma, 7 agosto 2012 - Parla a tutto tondo, il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, che alla popolare trasmissione Unomattina affronta vari 'nodi' della situazione economica: dalla Fiat all'Ilva per finire con lo spread, con le prospettive del suo futuro personale e con la polemica tedesca anti-Monti.

AVVISO A  FIAT - Dalla Fiat “ci aspettiamo maggiore chiarezza sul futuro del gruppo”,  ha detto chiaro e tondo. Con l’amministratore delegato Sergio Marchionne “il collegamento è continuo e l’attenzione è forte. Dobbiamo e possiamo pretendere chiarezza. C’era un progetto, ‘Fabbrica Italia’, molto impegnativo, che poi è stato modificato. Ora - ha sottolineato Passera - ci aspettiamo maggiore chiarezza e ci aspettiamo che sia fatta in tempi brevi”.

BASTA BANCHE - E’ “improbabile” che il ministro dello Sviluppo economico torni a fare il banchiere al termine della sua esperienza di governo: lo  ha detto lo stesso Passera intervistato da Uno mattina. A chi gli chiedeva cosa fara’ ha risposto: “Vedremo, per ora dobbiamo continuare a fare bene il nostro mestiere”.

MONTI CHIARISSIMO - “Bisogna essere piu’ veloci, piu’ capaci e attivi nel rispondere” ai fenomeni “che ci stanno facendo un gran male, come quello dello spread”, spiega Passera, commentando le polemiche suscitate dall’intervista concessa dal presidente del Consiglio a un giornale tedesco sul ruolo dei parlamenti dei singoli paesi europei.

 “Monti ha chiarito benissimo - ha spiegato Passera -, e non ha mai inteso togliere preogative ai parlamenti di cui c’e’ massimo rispetto”. Per il ministro deve essere chiaro a tutti “che i tempi dell’economia, dell’amministrazione e quelli della legislazione possono essere diversi” e che “ci sono fenomeni, soprattutto di mercato, che non possono avere i tempi di taluni meccanismi di governance che anche in Europa si sono dimostrati troppo lenti ed inefficaci”.

IL CASO ILVA - Rispetto poi alle 'minacce' del proprietario dell'Ilva, che ieri paventava la chiusura anche degli impianti di Genova e Novi, Passera  sottolinea che gli impianti dell’Ilva di Taranto non devono rimanere aperti “a qualsiasi costo”, senza cioe’ tener conto dei problemi legati alla salute, ma “ci deve essere l’impegno di tutti a non chiuderli perché Taranto si porta dietro una serie di filiere” fondamentali. Secondo il ministro, che ha ricordato che “se si spegne uno di quei forni poi non lo si riaccende piu’”, si deve intervenire in tempi rapidi.

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