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Draghi a Berlino: "La Bce scegliere fra o un no su tutto, ‘nein zu alle’, o agire. E abbiamo deciso di agire". Il rischio più grande per la stabilità è "l'inerzia, non l'azione". Il numero uno dell'Eurotower esprime comunque "enorme rispetto" per le preoccupazioni della Bundesbank
Roma, 25 settembre 2012 - "Ci sono numerose ragioni per essere positivi su dove stiamo andando in Europa. Ci aspettiamo che l’economia migliori l’anno prossimo". Mario Draghi risponde così, intervenendo alla giornata della Confindustria tedesca, alle stime sul Pil dell'Eurozona diffuse da Standard&Poor's. Secondo l'agenzia di rating americana la recessione sta peggiorando in Italia e Spagna, mentre per il leader della Bce "ci sono molti progressi: il deficit viene ridotto, la competitività è aumentata". Tanto è vero che, anche se la situazione resta "comunque difficile", gli investitori sono pronti a reinvestire "ai primi segni di stabilizzazione”. Le ragioni per essere ottimisti, quindi, ci sono "a patto che i governi facciano le riforme". Sarà proprio il processo riformista il prerequisito per gli interventi della Bce. "Il che assicura che i governi prenderanno le misure necessarie", garantisce Draghi. Il numero uno dell'Eurotower ha espresso anche "fiducia" sul possibilie accordo fra governi per la supervisione della Bce.
"RISCHIO E' INERZIA, NON AZIONE" - SuperMario sa di giocare in trasferta, ma non per questo si sottrae al delicato argomento sulle mosse della Bce riguardo al debito degli Stati Ue. "Dovevamo scegliere fra o un no su tutto, ‘nein zu alle’, o agire. E abbiamo deciso di agire". Nelle circostanze attuali, "il più grande rischio per la stabilità non è l’azione ma l’inerzia”. Draghi ha dichiarato comunque di condividere molte delle preoccupazioni della Bundesbank, per cui prova "enorme rispetto", sul programma di acquisto Bond.
In una nota congiunta diffusa al termine dell'incontro, Angela Merkel e Draghi si dicono d'accordo sul fatto che "in Europa occorra oggi, sul piano nazionale e in collaborazione all’interno della Ue, un forte disposizione alle riforme per arrivare ad una migliore competitività ed essere di nuovo degni di fiducia”.
SCHAUBLE SULLA SPAGNA - La Spagna non ha bisogno di un altro piano di salvataggio. Lo sostiene il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Non ha bisogno di un “nuovo programma” ha risposto Schaeuble ai cronisti che gli chiedevano cosa pensasse di un nuovo piano di salvataggio per Madrid. “Il paese - aggiunge - sta facendo progressi con le riforme e questo serve per imporsi ai mercati”.
Ma l'Andalusia, nel frattempo, punta a chiedere un piano di salvataggio da 5 miliardi di euro. Lo rende noto un portavoce della Regione.
IL TESORO USA - D'oltreoceano arriva la valutazione di Timothy Geithner, segretario del Tesoro Usa. Secondo Geithner, l'Europa è ancora la maggiore fonte di criticità dell'economia globale, ma al momento è in una situazione "molto migliore", seppur con una "grande incertezza".
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