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Crisi? Guardiamo al Bes:
l'indice di benessere
equo e sostenibile

Giovannini (Istat): "Italia più povera, ma può contare su molte risorse"

Presentazione del primo rapporto Bes, che misura il benessere equo e sostenibile. Il presidente Istat: "Il Pil misura la crescita, ma non il benessere da garantire anche alle generazioni future"

Enrico Giovannini, presidente di Istat (Ansa)
Enrico Giovannini, presidente di Istat (Ansa)

Roma, 10 marzo 2013 - Per fortuna che c'è il Bes, ovvero l'indice del benessere equo e sostenibile: l'Italia in crisi ormai da anni può sperare almeno di risollevarsi se, oltre al Pil, si considera anche il livello di benessere generale.

E domani alla Camera si terrà appunto la presentazione del primo “Rapporto Bes 2013": introdurrà l`evento il presidente della Camera Gianfranco Fini. Interverranno il presidente del Cnel, Antonio Marzano, il presidente dell`Istat, Enrico Giovannini. L`appuntamento, che sarà trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare di Montecitorio, si svolgerà alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Ma un'anticipazione su come stiamo a benessere c'è gia: la fa il presidente dell'Istat in un'intervista a Repubblica, che in sostanza assicura: l'Italia è più povera, ma può contare su molte risorse.

Ecco la bes-fotografia del Belpaese: "poca fiducia nel prossimo, più povero, inquinato, sfilacciato. Ma pieno di risorse dimenticate, di ricchezze straordinarie, di un paesaggio storico naturale e un patrimonio culturale unici al mondo da tutelare e sfruttare, di una forte rete di solidarietà. Conscio della crisi, ma forse non delle opportunità per uscirne", afferma il presidente dell’Istat.

Il Bes messo a punto da Istat e Cnel è uno strumento importante, perchè "il Pil misura la crescita, ma non il benessere da garantire anche alle generazioni future - spiega Giovannini - Non tutto ha un prezzo: il sorriso di chi ci circonda, la solitudine, l’ansia di non avere un lavoro, l’aria che respiriamo, la biodiversità. A livello globale gli economisti e gli statistici lo hanno capito da tempo".

Il Bes "può cambiare il dibattito pubblico e orientare meglio le scelte della politica, promuovere un modello di sviluppo diverso con al centro la persona e non i prodotti, veicolare il messaggio che avere carceri umane, sconfiggere il femminicidio, valorizzare il patrimonio culturale, preservare l’ambiente, leggere libri, sostenere la ricerca, restituire credibilità alla politica punti in cui dobbiamo progredire - migliora la vita di tutti. E poi - sottolinea Giovannini - fa crescere pure Pil e occupazione".

Insomma, "se governo e Parlamento usassero il Bes, oltre al Pil, per valutare l’effetto dei provvedimenti, sarebbe una rivoluzione. La pubblica opinione ormai sa che questo tema non è un lusso. Crescita verde, occupazione, coesione sociale: l’agenda dell’Europa e dell’Italia non puo’ essere fatta di solo Pil".

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