Il segretario dell'Udc: "Sicuramente andremo oltre l'8% in almeno sei o sette regioni: Sicilia, Campania, Puglia, Veneto, Marche e Toscana. Probabilmente anche in Abruzzo. Ad oggi, inoltre, eleggeremmo 38-39 deputati" Commenta
Roma, 19 marzo 2008 - "I nostri analisti, gente che lavora per noi da anni, e che fanno delle indagini molto più approfondite delle solite mille interviste, ci danno a livello nazionale, dal 3 marzo ad oggi, tra il 7,2 e il 7,4%. Questo dato su una base di elettori che dichiarano chiaramente che andranno alle urne pari al 64,2%". Lo afferma il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, in una intervista al quotidiano online Affaritaliani.it.
"Quindi - prosegue - c'è ancora una gran fetta di cittadini che non dichiara per chi voterà. Secondo l'indagine fatta dai nostri analisti dovremmo superare lo sbarramento al Senato in Sicilia, Campania, Puglia, Veneto, Marche e Toscana. Probabilmente anche in Abruzzo. Sicuramente andremo oltre l'8% in almeno sei o sette regioni e come minimo avremo nove senatori, 15 come massimo. Ad oggi, inoltre, eleggeremmo 38-39 deputati".
Quanto ai dati di Silvio Berlusconi secondo cui Destra e Udc insieme non fanno neanche il 7%, Cesa dice: "Non so dove li prenda questi dati, anche i suoi sondaggisti sono preoccupati. La gente sta capendo seriamente che non ci sono solo due partiti, che poi sono mini-coalizioni. Berlusconi ha dentro 11-12 sigle. Si affannano a dire che sono un'unica cosa ma fanno fatica a dimostrarlo. Su molti temi emergono aspre contraddizioni".