Roma, 20 marzo 2008 - Un'ora di faccia a faccia tra Massimo D'Alema e Gianfranco Fini, ospiti ieri mattina al Palazzo del'Informazione del gruppo Gmc, per lo «Speciale Elezioni 2008» dell'ADNKRONOS. Un confronto a 360 gradi, dalla politica estera a quella economica e fiscale, tra il ministro degli Esteri e il leader di Alleanza Nazionale, sollecitati dalle domande di alcuni giovani su temi di attualità della campagna elettorale. Il tutto all'insegna del flair play, sebbene non siano mancate punzecchiature tra i due con D'Alema che ha osservato come il programma del Pdl ricalchi non solo quello del Pd ma addirattura parte dell'azione di governo dell'esecutivo Prodi e Fini che ha ricordato la litigiosità dell'Unione che ha portato all'interruzione anticipata della legislatura.
- SALARI: Per D'Alema la questione salariale «è la più grande questione sociale del nostro Paese e chiunque vinca le elezioni dovrà intervenire su questo tema». Un'analisi condivisa da Fini che ha osservato come sia necessario intervenire favorendo il potere di acquisto, diminuendo il carico fiscale sulle buste paga e aiutando le imprese che non delocalizzano.
La «prima questione -ha detto il leader di An- è la tempestività nel rinnovo dei contratti di lavoro: se i contratti scadono e vengono rinnovati dopo due o tre anni, non c'è dubbio che ne risente il potere di acquisto. Poi una nuova organizzazione del contratto stesso, sempre di più occorrono contratti decentrati, di secondo livello». Il vicepremier D'Alema ha aggiunto che la situazione sui salari è particolamente drammatica perchè «questo era un Paese in cui erano dominanti le classi medie», ora non è più così ed «è aumentato il divario tra chi è molto ricco e chi è molto povero».
- LAVORO E PRECARIATO: «Liberalizzare per aprire nuove opportunità per i giovani». È stata questa l'indicazione del ministro D'Alema nel corso dello «Speciale Elezioni 2008» rispondendo ad una domanda di un giovane sulle misure concrete per aiutare i ragazzi a non essere dei 'bamboccionì. D'Alema ha sottolineato come sia «cruciale» per i giovani il problema della casa, ma anche e soprattutto quello del lavoro precario: «Come ha detto Veltroni, il Pd accanto alle misure contro il precariato propone anche l'introduzione di un salario minimo garantito» che possa rappresentare una certezza per i giovani.
Per Fini, l'Italia deve puntare di più «su centri di eccellenza e sulla ricerca» per «non avere più il problema del precariato a 50 anni» e concepire «un sistema che punti sulle opportunità più che sulle garanzie. L'Europa è il continentre delle garanzie, gli Usa sono continente delle opportunità. Dobbiamo puntare anche noi di più sulle opportunita».
- POLITICA: Se vuole tornare ad appassionare, la politica deve aprirsi alla società. Ne sono convinti sia D'Alema che Fini che hanno sottolineato entrambi come la società sia ricca di fermenti ma spesso la politica ne resta fuori. «La nostra -ha osservato il leader di An- non è una società che se ne infischia, l'impegno giovanile c'è anche se non sempre è rivolto ai partiti. Non sempre la politica ha le antenne dritte peri intercettare questa voglia di protagonismo che c'è nei giovani». D'Alema ha portato l'esempio del successo delle primarie del Partito democratico: «Quello della politica appare spesso come un mondo chiuso e autoreferenziale» ma «se la politica si apre, i cittadini non stanno a casa».
- DROGA: Opinioni divergenti tra D'Alema e Fini sul tema droghe. Per il leader di An infatti va perseguito anche chi consuma uno spinello, per il vicepremier si tratta di una strategia sbagliata. «Si perseguano gli spacciatori e chi fa uso di droghe pesanti, ma no alle sanzioni per i giovani che fanno uso di cannabis perchè -ha spiegato D'Alema- questo li spinge alla clandestinità e quindi a trovarsi in situazioni pericolose». Il leader di An è di parere opposto e ha sottolineato come in questo si registri «una differenza culturale con la sinistra. Per me la sanzione amministrativa è indispensabile, la sanzione per chi si fa una canna serve perchè il lassismo non porta da nessuna parte».
- AMBIENTE : Il rifiuto del nucleare è stato giusto per motivi di sicurezza ma ha anche provocato problemi. Lo hanno evidenziato sia D'Alema che Fini nel corso dello «Speciale Elezioni 2008». Il leader di An ha sottolineato come l'Italia non solo abbia detto no al nucleare, «ma ha anche rifiutato tutta una serie di strutture energetiche senza le quali il paese rischia di non progredire» e D'Alema ha aggiunto che il rifiuto del nucleare è stato determinato da giuste motivazioni, fra tutte le preoccupazione per lo smaltimento dello scorie, ma certo «ha condizionato le nostre scelte energetiche».
- MEDITERRANEO: D'Alema e Fini hanno messo in evidenza come la posizione geografica e la storia dell'Italia ne facciano un ponte dell'Europa verso il mondo arabo attraverso il Mediterraneo. «Il nostro è un paese la cui vocazione è sempre stata quella del dialogo e della cooperazione sia per ragioni geografiche che storiche», ha detto D'Alema, che ha ricordato anche l'impegno dell'Italia in Libano, una missione di «enorme successo» e quindi il sostegno all'ingresso nell'Unione Europea della Turchia, un'ingresso che «arricchirà l'Ue».
Per Fini «il nostro paese è poi l'avamposto della Ue nel Mediterraneo», luogo di incrocio di culture con le quali «dialogare, ma senza rinunciare alla nostra identità». Tanto è vero che il Pdl, ha ricordato Fini, «ha candidato tre donne, la musulmana Souad Sbai, l'ebrea Fiamma Nirenstein e la cattolica Eugenia Roccella: tra religioni diverse legate dalla volontà del dialogo».