Roma, 22 marzo 2008 - Il premier Romano Prodi querela 'il Giornale' per diffamazione, dopo l'articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi che accusa il presidente del Consiglio di aver messo le mani sui doni istituzionali ricevuti.
"Il Giornale - si legge in una nota di Silvio Sircana, portavoce del presidente del Consiglio - prosegue in una campagna tesa evidentemente a denigrare l'immagine del Presidente Prodi. Non sembra avere imparato nulla dalle infelici conclusioni di sue precedenti 'storiche' campagne come quella basata sulle dichiarazioni del 'supertestimone' Igor Marini. Nel caso specifico, riportato oggi, dei doni ricevuti dal Presidente Prodi, ciò che in realtà meriterebbe rilievo giornalistico non è, come si tenta di insinuare, dove sarebbero finiti i doni ricevuti da capi di Stato stranieri (essi si trovano al sicuro e sono stati dal Presidente conferiti al patrimonio di Palazzo Chigi), bensì - e questa è la vera novità - che Prodi è il primo Presidente del Consiglio che ha stabilito regole precise ponendo un tetto di 300 euro di valore agli omaggi che il Presidente e i membri di governo possono ricevere".
"Romano Prodi - scrive ancora Sircana - ha peraltro conferito agli uffici competenti di Palazzo Chigi i doni ricevuti sin dal primo giorno del suo mandato, prima ancora che fosse emanata la disposizione di cui sopra. Che una iniziativa tesa a istituire un minimo di regole e ad incentivare un comportamento etico e responsabile da parte dei membri del governo, venga letta a rovescio per insinuare nei lettori il sospetto di atteggiamenti disonesti - denuncia il portavoce del premier - è decisamente vergognoso e inaccettabile. Il Presidente del Consiglio ha dato pertanto incarico al suo legale di sporgere querela nei confronti del Giornale, visto il chiaro intento diffamatorio dei suoi ripetuti articoli".