Roma, 29 marzo 2008 - Dopo settimane di 'amore e accordo' anche sulla delicata questione di Malpensa, il rapporto tra Silvio Berlusconi e i fedelissimi alleati della Lega si incrina. Forse le nuvole sono solo di passaggio e già domani potrebbe tornare il sereno, ma oggi l'apertura del Cavaliere sul voto agli immigrati non è piaciuto per niente al Carroccio che ha replicato duramente con una nota di Roberto Calderoli.
Berlusconi prende l'impegno proprio con una platea di immigrati nel corso di un collegamento telefonico con la "Giornata della legalità" promossa oggi a Parma dal Popolo della Libertà e dal movimento "I nuovi italiani": "Siamo disponibili - dice l'ex premier - ad assicurare la partecipazione attiva alla vita politica ed economica. Prossimamente, con il mio nuovo Governo ci sarà la discussione sulla concessione del voto amministrativo ai cittadini stranieri. Vedremo come fare per stabilire i criteri".
Secca la replica di Calderoli: "Una stramberia", liquida il vicepresidente del Senato aggiungendo che "per quanto riguarda la Lega questa discussione sul voto agli immigrati si è aperta, ma si è anche già chiusa". L'esponente del Carroccio ricorda a Berlusconi che "abbiamo fatto un patto su quello che è il contenuto del programma e delle stramberie come il voto agli immigrati non c'è traccia".
Nel Pdl Berlusconi non è l'unico ad avere l'idea di concedere il voto agli immigrati. Anche il suo vice Gianfranco Fini lo ha detto più volte, la prima quattro anni fa, provocando anche un certo sconcerto tra la sua gente. Oggi tuttavia la 'concessione' agli stranieri potrebbe essere più matura e l'annuncio di Berlusconi ha incassato il plauso dei 'Nuovi italiani', movimento che conta circa 40 mila iscritti, che ha deciso di schierarsi con lui per la campagna elettorale in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile.
Non crede all'apertura di Berlusconi il Partito democratico che con Maurizio Martina, segretario del Pd milanese, osserva: "L'ultima intimazione di Calderoli a Berlusconi, colpevole di aver aperto all'ipotesi di voto alle amministrative per i cittadini extracomunitari, è l'ennesima dimostrazione del bavaglio alla bocca che la Lega ha messo al leader del Pdl. Dopo la vicenda Alitalia anche sull'ipotesi di voto agli immigrati arriva il diktat di Calderoli e i suoi. Per come si sta consumando la campagna elettorale, gli italiani si stanno accorgendo che il vero candidato premier del Pdl è Calderoli e non Berlusconi".
IL VOTO UTILE
No comment. Nessuna dichiarazione, se non un classico «no comment», e nessuna reazione arriva dal Vicariato di Roma e dal cardinale Camillo Ruini a proposito del cosiddetto «voto utile», argomento richiamato ieri da Silvio Berlusconi in un'intervista a un quotidiano.
Il leader del Pdl ha in sostanza sostenuto nell'intervista che l'ex presidente della Cei sarebbe favorevole alla pratica del voto utile, ovvero "non mi risulta che lui (il card. Ruini, ndr) non sia al corrente del sistema elettorale, ed essendo persona di estrema competenza, intelligenza e ragionevolezza non può non considerare la realtà: e cioè che i voti dati ad altri partiti del centrodestra siano voti utili al centrosinistra".
Argomentazione su cui però il Vicariato di Roma e lo stesso cardinal Ruini non hanno voluto fare commenti o pronunciarsi in alcun modo e sede.
PEZZOTTA:NON SI CHIEDA A CHIESA DI APPOGGIARE CANDIDATI
La Chiesa non può appoggiare l'uno o l'altro candidato alle elezioni politiche dal momento che il compito che le è affidato è ben altro. Lo ha detto, parlando a Napoli con i giornalisti, Savino Pezzotta, a margine di un comizio elettorale dell'Udc. "Noi siamo cattolici laici che si assumono le proprie responsabilità non bisogna chiedere alla chiesa di appoggiare i candidati", ha dichiarato riferendosi alle ultime affermazioni di Silvio Berlusconi sul cardinale Ruini.
"Alla Chiesa bisogna chiedere di insegnare quelli che sono i valori e i princìpi a cui - ha concluso - ognuno di noi deve attenersi".
L'ATTACCO DI CASINI
"Che l'onorevole Berlusconi si improvvisi portavoce del cardinare Ruini la dice lunga sul grande rispetto che ha per la Chiesa italiana. Credo che tutti i cattolici hanno oggi la testimonianza dell'uso strumentale che egli fa del suo rapporto con la Chiesa". Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a margine della convention napoletana dell'Udc.
ROTONDI: RUINI PUO' DIRE CIO' CHE VUOLE
"Berlusconi su Ruini ha fatto un esempio come per dire che la Chiesa sa che il Pdl è la posizione più vicina ai cattolici tra i due maggiori partiti. Inoltre, Ruini sarebbe libero di dire quel che vuole visto che oggi non rappresenta la Chiesa e, dopotutto, per noi democristiani è una specie di presidente del Consiglio fuori ruolo». Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi.