Roma, 1 aprile 2008 - "Con Veltroni le consulenze a Roma, e sappiamo che sono i favori dati agli amici degli amici, sono aumentate più del 200%. Veltroni si è rovinato con le sue mani, è scaduto nel comico e nel ridicolo, nessun italiano può restare più illuso da questa fiction che ha messo in piedi".
Silvio Berlusconi in collegamento con 'Radio 24' attacca il candidato premier del Pd. "È l'uomo delle fantasie, ha messo su una fantastica fiction", dice il Cavaliere che ribadisce «Di Pietro mi fa orrore» e «votare Casini o Storace è come votare Veltroni». Berlusconi torna a teorizzare il «voto utile», ribadendo che ogni voto ad un partito minore è «un voto disperso». Sul sempre in agguato pericolo di brogli il Cavaliere invita chi vota scheda bianca ad annullare la scheda.
"Alle scorse elezioni -ricorda- abbiamo avuto un milione di voti in meno per i brogli verificatisi soprattutto in Campania e in Calabria dove non c'era più una scheda bianca. Dò un suggerimento a tutti gli elettori che schifati dalla politica volessero lasciare la scheda bianca: chiedo loro di annullarla con vistosi tratti di penna o matita così da eliminare ogni broglio".
Sullo sfondo delle ancora non sopite polemiche sulla vittoria di Milano per l'Expo 2015, il leader del Pdl smentisce di aver rilasciato interviste in cui anticipa la lista dell'esecutivo. Mai parlato di Cacciari e Monti ministri e "confermo solo il nome di Tremonti che sarà ministro dell'Economia. Altri nomi -dice- è giusto non farne". Il Cavaliere assicura poi che "la tassa sulle rendite finanziarie la lasceremo così com'è mentre la sinistra vuole portarla al 20%".
Il Cavaliere denuncia anche la lentezza della giustizia che è "uno dei mali del Paese, i tempi delle cause sono enormi. La giustizia necessita di una riforma , di una riforma da fare con l'opposizione", puntualizza Berlusconi che torna anche sul duello tv con Veltroni ricordando che il «il divieto è confermato anche dalla Commissione di Vigilanza».
Berlusconi ritorna anche sul tentativo del Presidente del Senato Franco Marini per cambiare la legge elettorale e spiega che «appoggiare il governo Marini sarebbe stato illogico, una soluzione inadeguata per affrontare una situazione economica tanto difficile. Un ritorno all'antico ai vecchi governi balneari di una volta incapaci di operare che non avrebbe risolto nulla».