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Speciale Elezioni 2008

LA POLEMICA

Berlusconi: "Con Ciampi forche caudine"
Il Quirinale replica: "Parole gravi"

Il leader del Pdl: "Difficile governare con uno dell'altra parte". Poi precisa: "Con Napolitano c'è stima reciproca. Dalla presidenza della Repubblica: "Sempre esercitato una funzione di garanzia". Commenta
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Roma, 1 aprile 2008 - È bufera tra il Quirinale e Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl si lascia andare a considerazioni su presunti pregiudizi del Colle verso il passato governo del centrodestra. Berlusconi ricorda come "sarà molto difficile svolgere il compito di governo del paese perchè sappiamo che il Cdm non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte".

 

Il cavaliere si riferisce al rapporto con Carlo Azeglio Ciampi, con il quale ricorda il caso dei "decreti legge, le guerre che si facevano per far passare un decreto legge perchè si discuteva, non c'era nulla che sembrasse necessitato e urgente". Ma a rispondere è direttamente l'attuale inquilino del Quirinale, Giorgio Napolitano.
Una nota formale difende l'imparzialità dell'operato del Colle.

 

"La presidenza della Repubblica - si legge in un comunicato - chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica".

 

Berlusconi chiarisce il suo pensiero, puntualizza e, alla fine, chiama al telefono Napolitano per spiegare il senso delle sue parole. Ma ormai è scoppiata la polemica sull'ultima sortita del cavaliere. "Mi riferivo al capo dello Stato Ciampi, con cui in cinque anni di governo abbiamo avuto un rapporto dialettico", puntualizza Berlusconi. Con l'attuale inquilino del Quirinale non ci sono problemi, garantisce: "Non c'entra niente il presidente della Repubblica Napolitano, con cui - assicura - ho un ottimo rapporto e verso cui provo affetto e stima, che so essere condivise". Il leader del Pdl dopo la gaffe corre ai ripari e telefona al capo dello Stato per chiarire ancora meglio, riferisce Paolo Bonaiuti, il senso del suo intervento.

 

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