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Speciale Elezioni 2008

VERSO LE ELEZIONI

Veltroni: "Precarietà? Il vero dramma"
Berlusconi: "Noi risolleveremo l'Italia"

Per il leader del Pd è importante che "l'Italia torni a crescere" e spiega: ''La priorità è intervenire sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni''. Il Cavaliere punta l'indice sulla sinistra: "Tutte le istituzioni sono in mano loro" e apre le porte all'Udc. Commenta
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Walter Veltroni Roma, 1 aprile 2008 - Per Walter Veltroni "la priorità è crescere, l'Italia deve tornare a crescere". Il segretario del Pd lo dice durante 'Conferenza stampa' su RaiDue. "La prima cosa che si deve fare - aggiunge - è un intervento sui prezzi, sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento, le risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito". Insomma, si possono fare "interventi che aiutino la domanda interna a riprendere".

 

''Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese'', afferma ancora Veltroni, secondo cui proprio a causa di questo, per i giovani ''il futuro è una minaccia. Dobbiamo ridargli speranza''. E in merito alle rendite finanziarie spiega: ''Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie, ma fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sullo stock option''.

 

"In 23 paesi europei su 27 esiste il compenso minimo legale come noi lo proponiamo così come proponiamo il sostegno fiscale alle imprese che stabilizzano i lavoratori perché in Italia ci sono condizioni sociali inaccettabili e bisogna intervenire'', progue il leader del Pd. ''Le imprese - ha affermato Veltroni - hanno il diritto di valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato ma non si puo' aspettare la reiterazione infinita dei contratti di collaborazione''.

 

In termini di consenso tra i due principali spiegamenti politici spiega: ''Eravamo partiti a settembre a 22 punti di distanza, ora siamo lì, ad un'incollatura e questo grazie alla nostra scelta di coraggio''. ''Noi vogliamo vincere - afferma Veltroni - ma non perché questo è il nostro obiettivo ma per dare una terapia di innovazione di cui l'Italia ha bisogno. Per noi vincere non e' un fine ma un mezzo''. E a chi gli chiede se nel Pd esiste la teoria del 'vincere perdendo' facendo raggiungere al Pd il 35 per cento, il segretario del Pd taglia corto: ''Non è una teoria, noi vogliamo vincere''.

 

Veltroni, comunque, non pronuncia mai il nome di Silvio Berlusconi. "Non lo cito mai nei comizi - dice - Per uscire da questo quindicennio, perché è un modo, un gesto simbolico se volete, per fare la campagna elettorale del 2008 e non quella del 1994''.

 

''Poco fa - ha aggiunto riferendosi al Cavaliere - abbiamo sentito parlare di brogli, della sinistra del passato...
argomenti ingialliti che sentiamo da 15 anni, per responsabilità di tutti. Io mi sono proposto di uscire da questo schema''.


Il leader del Pd cita le ultime polemiche di campagna elettorale, indica la posizione della Lega sul voto agli immigrati, ''che ha gia' messo quasi in crisi'' la coalizione del Pdl: ''L'Italia vuole continuare così? - ha chiesto - Per questo abbiamo perso 11 punti di Pil rispetto ai nostri avversari commerciali. Negli altri paesi si è corso. Il mio, insomma, è un gesto simbolico per superare questo quindicennio, l'abbiamo fatto andando soli alle elezioni e rifiutando una campagna di contrapposizioni''.

 

Il candidato premier del Pd, poi, promette che se diverrà presidente del Consiglio, riunioni fra governo e parti sociali meno affollate. "Basta - dice a 'Conferenza Stampa' - a riunioni di 50 persone in Sala Verde. Al massimo voglio vederne 10". Veltroni, infatti, apre a 360 gradi alla concertazione come formula "per risolvere i problemi", ma spiega anche che le 'folle' non riescono a risolvere i problemi. Meglio meno esponenti e strutture più snelle per "arrivare a soluzioni vantaggiose e proficue", prese nell'ottica del perseguimento della crescita del Paese.

 

Un accenno minimo anche alla polemica tra Silvio Berlusconi e il Quirinale. "La smentita di oggi è una brutta smentita. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta indietro in questo quindicennio". E non manca un attacco alla criminalità organizzata che mina il meridione. ''Una delle condizione affinche' questo Paese si rialzi e' che il Sud si liberi da questi 'succhiasangue' ''.

 

''In Italia davanti ad un problema tutti fischiettano. - dice ancora Veltroni - Alitalia è un problema di lunga gestazione che è stato sul tavolo del governo tra il 2001 e il 2006 così come l'emergenza in Campania. Io non credo alla crocifissione ma a responsabilità diffuse e ciascuno deve guardare in casa sua''. Quanto al caso di Napoli, Veltroni ribadisce la sua posizione: ''finché c'è una emergenza è giusto che un'amministratore pubblico stia lì. Poi bisognerà impostare una fase di rinnovamento''.

 

Anche il candidato del Pd  non dimentica l'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 e le polemiche sul merito. ''Milano è tutta l'Italia. Il Paese viene prima di tutto. Nessuno ha chiesto a Prodi o alla Moratti di cambiare opinione è solo - ribadisce Veltroni - che è giusto che prima di tutto vi sia il Paese''.

 

Veltroni salva, poi, il lavoro del premier Romano Prodi, ma non quello della sua maggioranza. ''Io penso che vada salvaguardato il lavoro di un uomo di Stato come Prodi, ma non la maggioranza che aveva, perché con quello schieramento non si poteva pensare ad una stagione riformista''. 

 

''Prodi ha trovato un paese - sostiene - in condizioni devastate, con una situazione finanziaria devastante lasciata dalla destra e ha risanato il paese''. E a chi gli fa presente che Prodi lascia un paese con l'inflazione alle stelle, il segretario del Pd replica: ''E' una situazione veramente diversa, perché i conti dello Stato sono legati alla gestione da parte del governo, mentre l'inflazione è dovuta a fattori come il caro petrolio''.

 

Infine un accenno al mancato confronto tv con Silvio Berlusconi. "Mi sarebbe piaciuto fare un dibattito tv, negli altri paesi europei è così, si fanno i dibattiti tra i leader - dice - Si sono fatti tra Casini e Bertinotti, perché non possiamo farlo noi? E' ovvio che la par condicio non c'entra....".

 

E conclude: ''Penso che il risultato elettorale ci darà grandi sorprese: ho ricordato già in passato che nel 2006 i punti di distanza erano 6 e poi si è visto come è andata a finire''. Il leader del Pd, Walter Veltroni, per convincere il popolo degli indecisi non ha in serbo colpi di scena perché: ''Io mi fido degli italiani. Nei momenti difficili hanno sempre mostrato la capacità di voltare pagina''.

  • 02/04/2008 09:32
    Diego
    Ma veltroni ha vinto...anche se non ha molto senso questo confronto a distanza...belrusconi ormai è patetico, persino noioso, ripetitivo...ecco perchè non si azzarda a fare un confronto direttoi con Veltroni...verrebbe stracciato, umiliato, sarebbe costretto a spararle ancora più grosse. Ormai il cavaliere è penoso.
  • 02/04/2008 10:13
    giovanni T.
    Berlusconi si è dimostrato quello che è sempre stato : un povero bagaglio che crede di aver sempre a che fare con i suoi subalterni e perde sempre occasioni per stare zitto, poi dopo fa le lacrime di coccodrillo o caimano che dir si voglia.
  • 03/04/2008 19:10
    mauro toselli
    pensare che il cavaliere potrebbe far divertire i suoi nipotini invece di far penare moltissimi italiani
  • 03/04/2008 22:54
    Andrea
    Ecco il video con le dichiarazioni di Berlusconi e Veltroni su lavoro e precarieta'.
  • 04/04/2008 17:49
    fabio
    GIOIR NON COMMENTI DAI DIFENDI UN PO IL BERLUSCA SE NO NON RIDO PIU LA MATTINA
  • 07/04/2008 21:45
    Luca ot
    Se Bossi metaforicamente vuole imbracciare i fucili, gli Aspiranti fra poco arriveranno a gambizzare gli avversari:sono forme di propaganda elettorale fuori dalle regole, dall'educazione e dalla civiltà. Per Chi ha il senso del rispetto e dell'onore, trova difficile recarsi alle urne con l'intendimento di promuovere questo modo di fare!
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