Il leader del Pdl chiede l'intervento del presidente della Repubblica, il ministro dell'Interno replica: "Decreto firmato da Berlusconi" Commenta
Roma, 5 aprile 2008 - Il ministero dell'Interno ha predisposto le schede elettorale sulla base di un decreto legge dell'8 marzo 2006 "che reca la firma del presidente Berlusconi e del mio predecessore, (Giuseppe Pisanu, ndr)". E' quanto ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato, in risposta alla preoccupazione segnalata dal candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi in una lettera al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulla regolarità del voto alle elezioni del prossimo 13 aprile. "Non mi aspetto che tutti conoscono le leggi italiane - ha detto Amato - me lo aspetto però da quelli che le hanno fatte". "La scheda elettorale è minuziosamente regolata dalla legge, fino all'ultimo dettaglio", ha sottolineato Amato nel corso di una conferenza stampa convocata al Viminale. "Quello che abbiamo potuto fare è distanziare di più i simboli dei partiti non collegati".
"Non sono a capo di una banda di furfanti. E non ho bisogno di essere messo sotto tutela". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, nel corso della conferenza stampa convocata al Viminale rispondendo a una domanda sulla ipotesi di possibili brogli nel voto all'estero. "E l'Italia - ha sottolineato Amato - non ha bisogno di essere dipinto come un paese di brogli quotidiani".
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, riguardo all'ipotesi di modificare le schede elettorali, che "vi è una impossibilità a modificarle anche per lo stesso Parlamento perché i nostri militari hanno già votato sulla base delle schede esistenti". "E' bene che si sappia - ha sottolineato Amato - che le schede elettorali sono quelle che corrispondono alla legge vigente. Nessuno ha esercitato fantasie nel predisporle". Sono state stampate le schede? "In parte lo sono state e per altre è in corso la stampa", ha risposto il ministro alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa convocata in risposta alla preoccupazione segnalata dal candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi in una lettera al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulla regolarità del voto alle elezioni del prossimo 13 aprile.
NAPOLITANO
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione all'appello rivoltogli - oggi anche dall'onorevole Silvio Berlusconi- perchè intervenga sulla questione dei rischi che comporterebbe l'attuale conformazione delle schede predisposte dal ministero dell'Interno per le elezioni del 13 Aprile, ha invitato il ministro competente, onorevole Giuliano Amato, a fornire ai rappresentanti delle forze politiche e all'opinione pubblica tutti i chiarimenti opportuni. Lo rende noto un comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica. Com'è noto - prosegue la nota - al Capo dello Stato non spetta alcun ruolo nelle procedure di organizzazione della consultazione elettorale.
BERLUSCONI
"Rivolgo un appello al Capo dello Stato perché intervenga immediatamente a difesa della credibilità delle istituzioni democratiche e del diritto degli italiani a un regolare svolgimento delle elezioni". Lo afferma in una nota il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, che denuncia: "Le schede elettorali, infatti, così come sono state predisposte dal Ministero dell'Interno, non offrono garanzia alcuna che sia rispettata la volontà degli elettori e inducono più facilmente all'errore che all'espressione di un voto regolare".
"In particolare - osserva il candidato premier del Pdl - le forze politiche che si presentano alleate, le più rappresentative degli elettori, rischiano di vedere i loro voti resi nulli da una disposizione dei simboli confusa e che confonde, l'esatto opposto di come dovrebbe essere una scheda elettorale. Con la conseguenza di esporre le prossime elezioni al rischio di innumerevoli contestazioni nelle oltre sessantamila sezioni elettorali".
"Nonostante le numerose sollecitazioni che da ieri sono state rivolte al governo, nulla ancora è stato fatto. Confido nella sensibilità democratica del Presidente della Repubblica - conclude Berlusconi - per porre immediato rimedio a questa grave situazione".