Roma, 7 aprile 2008 - Silvio Berlusconi frena su Bossi ministro delle riforme: "A me non ha chiesto niente nessuno, e poi le sue condizioni di salute sono quelle che sono...", dice il Cavaliere. Dubbi che non vanno proprio giù al leader del Carroccio che lo informa: "Io sto benissimo, e fare il ministro è il mio ultimo pensiero, non lo bramo. Se me lo chiedono lo faccio".
Che Bossi sia sano come un pesce lo certifica anche l'europarlamentare della Lega Francesco Enrico Speroni che sostiene: "Bossi è in ottima salute e quindi è in grado tranquillamente di fare il ministro. In ogni caso è più un discorso medico che politico, sono discorsi che dovrebbe fare più un medico che il futuro capo del governo. In tal senso non è una dichiarazione precisamente opportuna. Io so solo che in più occasioni, anche pubblicamente, Bossi ha rivendicato il ministero delle Riforme".
Nell'ultima settimana di campagna elettorale il senatur agita le acque rispolverando la metafora forte dei "fucili padani" da imbracciare se non verrà risolta la "porcata" delle schede elettorali. Parole però che non preoccupano Berlusconi che assicura: "Dalla Lega non avremo nessun problema. Non si è mai verificato nei cinque anni del nostro governo che ci fosse un solo punto in cui la Lega ha contrastato l'esecutivo. I contrasti sono venuti dall'Udc".
Udc colpevole, per il leader Pdl, di aver fatto perdere le elezioni del 2006: due anni la Cdl perse anche per colpa di Casini perchè nell'Udc "non hanno creduto nelle nostre possibilità di vittoria", sottolinea Berlusconi che ricorda: "l'Udc di Casini e Follini chiesero discontinuità nell'azione del governo a pochi mesi dalle elezioni. Se al momento di presentare agli elettori tutta l'azione di governo un componente del governo dice che serve discontinuità significa che non si è fatto niente. Questo ha influito molto negativamente".
Il leader Pdl torna a ripetere che anche senza Udc e La Destra vincerà le elezioni. "Se Udc e Destra - sostiene - fossero stati con noi non ci sarebbe stata questione su queste elezioni. Ma non ce ne sarà lo stesso perchè tutti i sondaggi di cui disponiamo ci indicano in vantaggio sulla sinistra". "La vittoria di Veltroni - aggiunge Berlusconi - è improbabile. Votare lui vuol dire più Stato, più spesa pubblica, più tasse, più extracomunitari e quindi più criminalità" e vuol dire "Di Pietro ministro della Giustizia e quindi più interecettazioni". Votare per Veltroni vuole anche dire "svendere Alitalia e quindi farci colonizzare dai francesi". Dal Cavaliere anche una battuta: "Le donne del centrodestra sono sicuramente più belle di quelle di centrosinistra".