Taranto, 7 aprile 2008 - Walter Veltroni è stupito delle mancate reazioni degli alleati di Umberto Bossi alle minacce del leader della Lega. A Taranto, in una delle ultime tappe del suo tour, il segretario nazionale e candidato premier del Pd ha sottolineato: "La cosa peggiore è il silenzio dei suoi colleghi di coalizione. Se la fanno sotto e non prendono le distanze, nemmeno con una sola parola".
E poi, chiamando in causa direttamente Gianfranco Fini, aggiunge: "Non una parola nemmeno dal presidente di An, che per decoro dovrebbe reagire".
Evidenziando che la composizione grafica delle schede elettorali è dettata dalla legge approvata nell'altra legislatura dal centrodestra, Veltroni rimarca il comportamento della Lega Nord e di Umberto Bossi: "Se vuole imbracciare il fucile - dice rivolto al segretario leghista - lo faccia contro i suoi compagni. Sono venti anni che prende in giro la sua gente, che li vota in buona fede. Prima dicono di voler spaccare tutto, di fare le rivolte e poi vanno a Roma, parcheggiano l'auto blu e cenano nei ristoranti della capitale. O - ripete Veltroni - questa è una presa in giro, semplicemente orrenda, oppure Bossi è incompatibile con responsabilità di governo. Una cosa simile non ha eguali in Europa".