Roma, 14 aprile 2008 - "Ho telefonato a Silvio Berlusconi per fargli gli auguri di buon lavoro". Walter Veltroni ha aperto così la conferenza stampa del Pd, annunciando così la sconfitta politica.
Attorniato dai dirigenti del Partito democratico (Bettini, Franceschini, Finocchiaro, Fioroni, Fassino), il segretario ha spiegato: "Il risultato è chiaro, anche se dobbiamo aspettare i dati definitivi: la destra governerà il Paese".
Dentro questo dato, però, "ci sono altre verità", ci ha tenuto a sottolineare Veltroni. "C'è un riequilibrio nei rapporti tra le forze di destra e la Lega a favore della Lega che ha avuto un successo consistente. Il Pdl ha avuto una riduzione del consenso".
''Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono'', ha continuato Veltroni evidenziando le contraddizioni della maggioranza. ''Penso che il Pdl - aggiunge Veltroni - sia chiamato a sciogliere la contraddizione se e' una alleanza elettorale o un partito''.
E sul futuro del Pd rinnova la disponibilità al dialogo sulle riforme istituzionali. ''La nostra sarà un'opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno''.
ERMETE REALACCI
"Speravamo di poterci candidare al governo. Se questi risultati vengono confermati, dico che non è compito nostro governare l'Italia oggi. Domani". Sono le parole con cui il responsabile della comunicazione del Pd Ermete Realacci, commenta l'ampliarsi del distacco del Pd a rispetto al Pdl. In sostanza Realacci ammette che, restando così le cose, un recupero sarebbe impossibile.
"Si conferma un avanzamento del Pd - aggiunge - ma non sufficiente per governare il paese. Del resto sapevamo di partire da una situazione molto difficile e che, comunque, un netto recupero sul divario iniziale c'è stato".
Realacci esclude ogni possibilità di larghe intese. "Lo abbiamo detto fin dall'inizio che è possibile lavorare insieme solo sulle cose che servono al paese: le regole istituzionali e la legge elettorale. Quindi governare assieme no. Noi abbiamo puntato su un progetto diverso, abbiamo un'idea diversa dell'Italia rispetto al Pdl. Quindi - ribadisce - governare insieme proprio no".
ITALIA DEI VALORI
"Voglio ringraziare tutti coloro che si sono recati alle urne per votare l'Italia dei Valori". Antonio Di Pietro ricorre al suo blog per salutare i suoi elettori e riconoscere che "non è stato facile decidere di andare al seggio elettorale dopo i tanti fallimenti della politica italiana. E non è stato semplice scegliere il simbolo con il gabbiano arcobaleno dopo il sostanziale oscuramento dell'Idv da parte delle televisioni pubbliche e dei continui attacchi gratuiti e diffamatori dei media in mano al signor Silvio Berlusconi".
"Chi ha votato per l'IDV - prosegue Di Pietro - vuole un cambiamento vero in questo Paese, un'informazione libera, un'economia di mercato, una giustizia funzionante, un lavoro dignitoso. Il partito che rappresento farà di tutto per ottenere questi obiettivi. Lo dobbiamo a ognuno di voi singolarmente e alla nostra coscienza. Il mio impegno nei confronti di tutti i cittadini italiani è di sviluppare le proposte del programma elettorale di Idv nella massima trasparenza e continuità e con l'interazione che è permessa dalla Rete. Grazie per la vostra fiducia, farò il possibile - conclude - per meritarla insieme ai deputati e ai senatori dell'Italia dei Valori".
"Secondo la proiezione IdV triplicherebbe i propri consensi. Sarebbe un dato storico che contribuisce a una nuova fase della politica italiana", spiega il portavoce nazionale Leoluca Orlando. "Questione etica, costi della politica, lotta contro i condannati nelle liste, coerente opposizione contro ogni conflitto di interessi e una strategia politica incentrata sul fare senza ideologie di sorta, sono questioni che stanno alla base di un simile premio elettorale", conclude Orlando.
Un voto limpido. Gli italiani hanno chiesto un governo serio, compatto, con una definita maggioranza alla Camera e al Senato. Che governi per una intera legislatura di Pierluigi Visci
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