Il cancelliere Merkel: "Non accetteremo ricatti"
Il cancelliere tedesco risponde così alle richieste dei talebani, che avevano domandato il ritiro dei 3000 militari tedeschi dal Paese
Berlino, 22 luglio 2007 - "Non accetteremo ricatti. Non reagiremo alle richieste dei talebani" così il cancelliere tedesco Angela Merkel ha sintetizzato la posizione del governo tedesco nella crisi degli ostaggi in Afghanistan, in una intervista trasmessa sulla televisione pubblica tedesca ARD.
I talebani avevano domandato il ritiro dei 3000 militari tedeschi dal Paese come condizione per liberare i due ingegneri rapiti mercoledì. Uno dei due ostaggi tedeschi è morto in circostanze ancora da chiarire, l'altro invece è ancora in vita, ma alla domanda se la Germania intenda versare un riscatto per ottenerne il rilascio, il cancelliere ha risposto:"Faremo tutto ciò che è responsabile, e cedere al ricatto non è responsabile".
Angela Merkel ha affermato di non aver novità sulla crisi rispetto a quanto annunciato ieri dal ministro degli Esteri. Frank-Walter Steinmeier aveva confermato che uno dei due ostaggi era morto, quanto al secondo ostaggio ancora in vita, la Merkel ha detto: "Fa parte della nostra missione salvare la sua vita con tutti i mezzi responsabili".
Il cancelliere ha ribadito il suo sostegno all'estensione in autunno dei tre mandati di cui dispone l'esercito tedesco in Afghanistan. "Si tratta di proteggere la sicurezza della Germania e di aiutare l'Afghanistan a intraprendere il giusto cammino" ha detto Angela Merkel, aggiungendo che "la riconstruzione senza la sicurezza non è fattibile"
Il cancelliere tedesco ha detto che nonostante la crisi degli ostaggi, il governo vuole che la missione in Afghanistan sia un successo. La Merkel ha inoltre sottolineato che la Germania resta un potenziale obiettivo per gli attacchi terroristici.
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