Vince il premier Erdogan
"Ora Europa e riforme"
L'Akp si è aggiudicato la maggioranza assoluta con il il 46,58% dei voti e ottenendo 342 seggi nel nuovo parlamento. Con questi numeri potrà formare un governo monocolore, ma non anche eleggere il nuovo presidente della Repubblica
Ankara, 22 luglio 2007 - A spoglio praticamente completato, alle legislative in Turchia il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) del premier uscente Recep Tayyip Erdogan si aggiudica il 46,58% dei voti e ottiene 342 seggi nel nuovo parlamento, quindi la maggioranza assoluta dei 550 complessivi.
Con questi numeri lui e il suo partito di radici islamiche potranno formare un governo monocolore (senza il quale si sarebbe ritirato dalla politica), ma non anche eleggere, come aveva detto ieri di sperare, con i suoi soli deputati, il nuovo presidente della Repubblica, nè di cambiare a suo gradimento, la Costituzione turca laica ed ataturkista. Questa volta, infatti, le cose sono andate diversamente dal 2002, quando entrarono in Parlamento solo due partiti (l'Akp ed il Chp), il che fruttò ad Erdogan, con il 34,5%, ben i due terzi dei deputati.
Sul fronte dell'opposizione, il Partito Repubblicano del Popolo (Chp) guidato da Deniz Baykal arriva al 20,84% con 112 seggi. Nel 2002 questa formazione di credo laico e sostanzialmente filo-europea aveva ottenuto il 19,2%.
Il dato veramente degno di nota, però, è segnato dal Partito del movimento nazionalista (Mhp, di orientamento laico), che oggi incassa un 14,26 %, praticamente raddoppiando il risultato rispetto al 2002. Cinque anni fa, infatti, con l'8,3% l'Mhp non era entrato in parlamento, a causa dell'alta soglia di sbarramento, al 10%; oggi ottiene invece 69 seggi. Come indipendenti vanno in parlamento 27 deputati: 24 sono curdi.
Dopo lo spoglio il premier uscente ha dichiarato vittoria in pubblico, rivendicando la natura democratica del suo governo e promettendo "uno stato sicuro, democratico e laico". "La gente ci ha scelto per la sicurezza e per la democrazia che abbiamo dato a questo Paese - ha detto Erdogan, dal palco allestito davanti alla sede del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, ad Ankara - queste elezioni sono un importante test per la democrazia turca".
Per il futuro, Erdogan ha confermato che continuerà "a lavorare con determinazione per raggiungere l'obiettivo dell'ingresso nell'Unione Europea", aggiungendo che "le riforme democratiche e lo sviluppo economico proseguirà".
Accanto al premier, il ministro degli Esteri uscente (e candidato alla presidenza bocciato dal precendente parlamento) Abdullah Gul e le rispettive mogli, Emine e Hairunisa, entrambe con il capo velato. Erdogan si è poi appellato agli altri partiti, in nome della "collaborazione" necessaria al funzionamento del parlamento e dello stato.
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