Teheran, 5 agosto 2007 - "Ogni paese indipendente agisce contro i criminali in modo appropriato alle sue leggi e qualsiasi interferenza dall'esterno è un ingerenza negli affari interni dello stato». Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, risponde, nel suo incontro settimanale con la stampa, alle critiche arrivate dall'Unione Europea per il numero crescente di esecuzioni capitali.
Riguardo poi la vicenda dei due giornalisti curdi condannati a morte - per i quali la Farnesina ha espresso nei giorni scorsi «viva preoccupazione» chiedendo la sospensione della sentenza, nell'ambito di una dichiarazione in cui si esprimeva «forte inquietudine per le esecuzioni che hanno avuto luogo in Iran nelle scorse settimane» - Ali Hosseini ha detto che in Europa si sbaglia a ritenere che siano stati condannati per la loro professione o
perchè curdi. «Il criterio non è la loro professione o il fatto che siano curdi, ma i crimini che hanno commesso» ha detto il portavoce del ministero.
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