Mosca, 9 agosto 2007 - Un rapporto Osce che doveva restare confidenziale rilancia la nuova disputa tra Georgia e Russia sull'ordigno precipitato tre giorni fa nei pressi dell'Ossezia del Sud.
Secondo Tbilisi, che minaccia il ricorso all'Onu, ora non ci sono più dubbi: l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione (che partecipa al monitoraggio della regione georgiana separatista) certifica che l'aereo che ha sganciato il missile proveniva da Nord-Est, "e non ci sono altri Paesi a Nord-Est se non la Russia", sottolinea il ministro georgiano per la Soluzione dei conflitti David Bakradze.
Mosca, però, continua a negare la violazione dello spazio aereo georgiano e tanto più il lancio di una bomba. Il capo di stato maggiore Yuri Baluyevski ha parlato oggi di "provocazione" organizzata non a caso alla vigilia delle nuove consultazioni sull'Ossezia meridionale.
Gli osservatori dell'Osce hanno confermato che il missile precipitato su un villaggio nei pressi del confine con la regione separatista dell'Ossezia del Sud è stato sganciato da un aereo "proveniente da Nord-Est", quindi dalla Russia, hanno annunciato le autorità di Tbilisi, pubblicando parte del documento che non doveva essere divulgato.
"Il 6 agosto alle ore 18.40-18.45 un aereo proveniente da Nord-Est con direzione Sud-Ovest (della Georgia) è stato osservato a un'altitudine di tre chilometri", cita il rapporto dell'Osce, Il sorvolo è stato registrato "dal comando del posto di osservazione della Forza di peacekeeping a Tsinagari", non lontano dal luogo dell'impatto dell'ordigno.
Che l'aereo provenisse dalla Russia, tuttavia, nel testo non viene mai specificato, ma la Georgia fa notare che la conclusione è solo questione di logica. "Il rapporto Osce conferma i nostri dati radar, secondo i quali l'aereo è entrato nello spazio georgiano dal Nord-Est - sottolinea il ministro georgiano per la Soluzione dei conflitti - e non ci sono altri Paesi a Nord-Est se non la Russia". L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha declinato la richiesta di un commento diretto.
Mosca intanto resta ferma sulla propria linea. Yuri Baluyevsky, che è il Capo di stato maggiore russo, ma anche il primo viceministro della Difesa, si è detto oggi "convinto che sia stata una provocazione da parte di Tbilisi", organizzata per timore di sviluppi negativi per la Georgia durante le nuove consultazioni della Commissione mista sul problema dell'Ossezia del Sud.
Secondo Baluevsky, "i georgiani sono nervosi perchè temono che una decisione sull'indipendenza del Kosovo porti il seme della perdita dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia", le due repubbliche 'autoproclamatesi' indipendenti, ma non riconosciute dalla Comunità Internazionale.
Per ora da Mosca nessun commento ufficiale alle valutazioni degli osservatori Osce.
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