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Esteri

SLOVACCHIA

Bimbo di 11 anni si rifugia all'ambasciata italiana

Un tribunale distrettuale slovacco ha riconosciuto il diritto della madre ad averlo con sè, ma il ragazzino, padre italiano e madre slava, invece vuole tornare a vivere in Italia

Ambasciata italiana Bratislava, 10 agosto 2007  - Sta creando un caso il piccolo Marco, 11 anni, rifugiato da tre giorni all'ambasciata d'Italia a Bratislava; un tribunale distrettuale slovacco oggi ha riconosciuto il diritto della madre ad averlo con sè.

 

Il ragazzino, padre italiano e madre slovacca, invece vuole tornare a vivere in Italia. La portavoce del ministero degli Esteri di Bratislava ha spiegato alla agenzia France Presse che "un tribunale di Zvolen (centro del paese) ha deciso venerdì che il bambino deve tornare dalla madre". Una nota in tal senso, ha detto la portavoce, è stata inviata alla sede diplomatica italiana.

 


I media slovacchi oggi riportano la storia, spiegando che il ragazzino è sfuggito alla madre martedì, all'aeroporto di Bratislava, dove erano arrivati tornando dalle vacanze in Tunisia: ha preso da solo un taxi ed è andato direttamente all'ambasciata italiana.

 


Nel suo diario, sempre secondo i media slovacchi, Marco aveva scritto "Voglio stare con mio padre. Mi trovo meglio con lui. Non voglio vivere con il marito di mia madre, non mi piace".

 

La vicenda è rimbalzata oggi sulle prime pagine della stampa slovacca. "Tutta la Slovenia segue la disputa tra la coppia italo-slovacca per il figlio undicenne, Marco. Da alcuni giorni il piccolo vive nell'ambasciata italiana", scrive il quotidiano slovacco Hospordarske Noviny.

 

La madre, Berta Ondriskova, accusa il padre, il signor Mesiera, di "manipolazione" per allontanare da lei il figlio. "L'arrivo di Marco all'ambasciata è farina del suo sacco", sostiene. Ieri la donna si era rivolta al tribunale distrettuale di Zvolene chiedendo che venissero messi nero su bianco i suoi diritti sul bambino. La Farnesina da Roma ha confermato ad Apcom che sta seguendo il caso.










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