Londra, 13 agosto 2007 - Sottratti ai loro genitori e alle loro famiglie, con la promessa di un futuro migliore, di un'istruzione. Sono centinaia i bambini che ogni anno arrivano in Gran Bretagna sotto falsa identità, con falsi passaporti: qui vengono ridotti in schiavitù, costretti a prostituirsi, picchiati.
E' la piaga "dell'esercito invisibile" dei bambini africani. A lanciare l'allarme - dalle pagine del quotidiano The Independent - organizzazioni non governative e avvocati dei diritti dell'uomo. "Il primo caso ufficiale di traffico di bambini in Gran Bretagna -spiega il responsabile parlamentare e politico dell'Unicef del Regno Unito Dragan Nastic - risale al 1995. Nessun procedimento giudiziario è stato avviato in tutti questi anni".
Nigeria, Ghana e Uganda: questi i principali paesi di provenienza dei piccoli schiavi. Il ministro degli Interni britannico Vernon Coacker ha ammesso che ben poco è stato fatto in tutti questi anni per debellare il traffico di bambini africani: "La ricerca suggerisce che il fenomeno non è in via di riduzione; come governo - ha aggiunto - faremo tutto il possibile".
"Hanno ingannato la mia famiglia, facendo credere loro che avrei ricevuto un'istruzione migliore" spiega sempre all'Independent Tolu, una ragazza nigeriana di 19 anni che dopo sei anni al servizio di una famiglia inglese ha deciso di scappare e di chiedere asilo. "Era come essere in prigione - dice ancora Tolu che in alcune occasioni veniva anche picchiata - anche se poco, almeno in Nigeria avevo un po' di più di libertà".
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