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Esteri

BUFERA SULLE PAROLE DI PRODI

Hamas: "Italia fuori dall'orbita Usa"
Il governo: "Dialogo, non negoziato"

Il portavoce del movimento islamico palestinese, Fouzi Ibrahim, commenta così le parole del premier italiano sulla necessità di riaprire il dialogo. E subito infuria la polemica

prodi a bruxelles Gaza, 13 agosto 2007 - «L'invito lanciato dal premier italiano, Romano Prodi, al dialogo con Hamas indica che Roma è uscita dall'ombrello americano». È questo il primo commento del portavoce del movimento islamico palestinese, Fouzi Ibrahim, alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente del Consiglio italiano a proposito della possibilità di riprendere il dialogo con Hamas.

 

Intervistato dalla tv iraniana in lingua araba 'al-Alam', Ibrahim ha apprezzato la posizione espressa da Prodi e ha commentato: «sembra che ci sia un tentativo di uscire dall'ombrello americano, visto che questa posizione dell'Italia viene dopo ciò che hanno fatto la Russia, la Norvegia e il Canada. È questa la posizione più avanzata che dovrebbe adottare la comunità internazionale per sostenere la causa palestinese».

L'esponente di Hamas sostiene inoltre che l'amministrazione americana abbia esercitato pressioni sul governo italiano affinchè non simpatizzasse con il movimento islamico.
«L'Italia ha avuto sin dal primo momento una posizione che rispettava le scelte del popolo palestinese - ha aggiunto - se non fosse stato per il governo americano che ha costretto l'Italia e molti altri paesi europei a non simpatizzare con la scelta democratica del popolo palestinese».


Infine Ibrahim ha evidenziato come, a suo dire, ci sia una spaccatura all'interno dell'Unione Europea circa i rapporti con il movimento islamico palestinese e ha invitato quei paesi che aprono nei confronti di Hamas a non «arrendersi all'amministrazione americana che sostiene il terrorismo dell'occupazione israeliana a spese dei diritti del popolo palestinese».

 

LE REAZIONI POLITICHE

Cicchitto: "Parole gravi" 

«Ciò che ha detto ieri Prodi su Hamas è molto grave. La linea politica espressa dal presidente del Consiglio non è solo sbagliata ma anche irresponsabile». Lo afferma il vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: «Hamas vuole la distruzione di Israele, pratica da sempre il terrorismo nelle sue forme più efferate, è finanziato dalla Siria e dall'Iran ed è nettamente contro Abu Mazen ed al Fatah al punto tale che ha fatto un colpo militare a Gaza».

«Che non siano scelte tattiche -prosegue- è dimostrato dal fatto che l'impegno per la distruzione di Israele è scritto nello statuto dell'organizzazione. Dopo l'incontro tra Olmert e Abu Mazen, il governo italiano civettando con Hamas fa l'incredibile scelta di indebolire sia Israele, sia Abu Mazen. A questo punto -conclude Cicchitto- Prodi dovrà spiegare in Parlamento quali sono gli ipotetici mezzi di persuasione che il governo italiano avrebbe nei confronti di Hamas».


Gasparri: "Riferisca in Parlamento"

Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza nazionale, afferma che «Prodi plaude ai terroristi islamici di Hamas con parole gravi e irresponsabili che confermano il ruolo pericoloso del governo italiano, noto nel mondo per le posizioni di apertura ai movimenti sanguinari della Palestina e del Libano. Del resto, Prodi galleggia in Italia con i voti decisivi in Parlamento di gente come Caruso o Diliberto, promotori di manifestazioni nelle quali si esaltano i terroristi fondamentalisti di Nassyria. E , quindi, in perfetta coerenza pronuncia parole delle quali gli chiederemo conto in Parlamento».

 

Vernier (Pdci): "Bene Prodi, che ne pensa Veltroni?"

«Finalmente Prodi ha preso atto che una pace con i palestinesi divisi non è possibile». Così afferma il responsabile Esteri del Pdci, Jacopo Venier, sulla questione sollevata da Prodi su Hamas e la pace in Medio Oriente e aggiunge: «Può piacere o non piacere ma Hamas ha vinto le elezioni democraticamente ed è impossibile pensare di raggiungere la pace escludendo questa forza, come del resto Hezbollah in Libano, dalle trattative per il futuro di tutta l'area: questo significherebbe solo dare più spazio alle forze del terrorismo quaedista, una sciagura che l'Europa e l'Italia possono evitare. Bene quindi Prodi - prosegue Prodi - che sostiene la linea di D'Alema e smentisce clamorosamente Fassino. Ci si chiede però - conclude Venier - quale sia la posizione del partito democratico e del suo futuro leader Veltroni».

 

Pianetta (Fi): "Chi detta la linea politica?"

«Nel centrosinistra il primo che si sveglia al mattino detta la politica estera. Per rimanere al solo partito democratico, sono almeno tre, e tutte contraddittorie fra di loro, le posizioni su Hamas: quella di D'Alema, quella di Fassino e ora quella di Prodi. Figurarsi poi se sia possibile trovare una posizione comune con la sinistra radicale. Oggi come ieri, il Governo Prodi non ha una politica estera nè chiara nè condivisa al suo interno». Lo dichiara in una nota il segretario della Commissione esteri del Senato Enrico Pianetta di Forza Italia, commentando le parole di ieri del premier italiano su Hamas.

 

LA PRECISAZIONE

"Ho già spiegato che Prodi ha detto che con Hamas è necessario lasciare aperto un canale di dialogo, che è cosa ben diversa dal negoziato, portato avanti da Olmert, da Abu Mazen e dal Quartetto guidato da Blair.
Questo negoziato, ha ribadito anche ieri Prodi, ha il pieno appoggio del governo italiano». Lo afferma il portavoce del governo, Silvio Sircana.


Il premier, ricorda Sircana «ha parlato di lasciare aperto uno spiraglio di dialogo con Hamas per aiutarli a uscire da questa situazione, per scongiurare il pericolo che cio si trovi di fronte a due Stati palestinesi. Ad Hamas sono stati dettati paletti ben precisi, dal riconoscimento dello Stato di Israele alla fine del terrorismo, che rimangono e su cui nessuno intende soprassedere o dimenticare».
Insomma, conclude Sircana «chi vuole leggere nelle parole di ieri un cambio di rotta rispetto alle politiche europee si è sbagliato di grosso».

 

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Balla che ti passa. I 1500 detenuti del carcere filippino di Cebu ballano con la musica di Michael Jackson grazie a un programma governativo che incentiva la danza come attività di recupero. E sono bravi!  - GUARDA IL BALLETTO