Roma, 14 agosto 2007 - L'apertura di Hamas ma anche le critiche, aspre, dell'opposizione. Dopo l'invito del presidente del Consiglio Romano Prodi a "non ignorare Hamas", il movimento di resistenza islamico si è dichiarato disposto a un confronto con la comunità internazionale, accogliendo con favore l'apertura di alcuni Paesi. "Siamo pronti ad aprire un dialogo franco con la comunità internazionale, come auspicato dal presidente del Consiglio Romano Prodi", ha dichiarato Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, secondo quanto riportato dall'agenzia "European Jewish Press".
COLLOQUI TELEFONICI
Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha avuto un colloquio telefonico questa mattina con il presidente egiziano Hosni Mubarak e tra oggi e domani sentirà anche il premier israeliano Ehud Olmert e il capo del governo libanese Fouad Siniora. A quanto si apprende da fonti diplomatiche di palazzo Chigi, i colloqui rientrano nel normale giro di consultazioni che Prodi ha portato avanti da quando è iniziata la missione internazionale in Libano.
HAMAS ESULTA
Un altro funzionario del movimento, Fawzi Barhum, ha dichiarato alla tv iraniana Al-Alam che "la posizione dell'Italia e di altri Paesi europei sta cambiando, nonostante le pressioni degli Stati Uniti. Non devono dimenticarsi che noi siamo stati eletti democraticamente dal nostro popolo".
Secondo Barhum, molti Paesi europei seguono la linea degli americani, ma l'Italia sta mostrando la volontà di ribadire una posizione propria, di "uscire dalla sfera americana". Per questo, ha concluso Barhum, il dialogo andrà avanti: "Coltiveremo i nostri contatti con Italia, Francia, Russia e tutti gli altri Paesi europei per focalizzare l'attenzione del mondo sulla causa palestinese".
ISRAELE PREOCCUPATA
Del tutto diversa la valutazione sulle parole del premier da parte di Israele, che giudica invece pericolosa qualsiasi apertura agli "estremisti" mentre è in corso un fragile dialogo con il presidente palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
"Riportare Hamas nell'attuale contesto avrebbe solo l'effetto di guastare il clima positivo" di tale dialogo, ha detto ieri il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Mark Regev sottolineando che il governo dell'Autorità palestinese è guidato oggi da moderati, impegnati per la pace e una soluzione basata su due stati.
LA CDL ALL'ATTACCO
Molto critico anche Paolo Bonaiuti, portavoce del Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sulle dichiarazioni del premier Romano Prodi sul Medio Oriente. "Prodi dovrà venire in Parlamento a spiegare la posizione del governo italiano su Hamas. Anche a Ferragosto le dichiarazioni improvvide di Prodi stanno provocando un caso internazionale".
IL GOVERNO: "NESSUN CAMBIO DI ROTTA"
Un'interpretazione 'autentica' delle parole del premier l'ha fornita ieri sera il portavoce del governo, Silvio Sircana, confermando la linea dell'esecutivo dopo le polemiche nate intorno all'apertura del premier Romano Prodi al dialogo con Hamas. "Prodi ha detto che con Hamas è necessario lasciare aperto un canale di dialogo, che è cosa ben diversa dal negoziato, portato avanti da Olmert, da Abu Mazen e dal Quartetto guidato da Blair. Questo negoziato, ha ribadito anche ieri Prodi, ha il pieno appoggio del governo italiano".
Nessun "cambio di rotta", dunque. Perché, sottolinea Sircana, Prodi "ha parlato di lasciare aperto uno spiraglio di dialogo con Hamas per aiutarli a uscire da questa situazione, per scongiurare il pericolo che ci si trovi di fronte a due Stati palestinesi".
Inoltre, "ad Hamas sono stati dettati paletti ben precisi, dal riconoscimento dello Stato di Israele alla fine del terrorismo, che rimangono e su cui nessuno intende soprassedere o dimenticare". Per questo, ribadisce il portavoce del Governo, "chi vuole leggere nelle parole di ieri un cambio di rotta rispetto alle politiche europee si è sbagliato di grosso".
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